产区与葡萄品种
  • 2014年4月5日
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Pecorino: quello che non ti uccide ti fortifica

E pare proprio sia il caso di questo vitigno, destinato all’estinzione a causa della sua bassa resa, e che invece si è ritagliato uno spazio importante tra i vini bianchi italiani.Vitigno autoctono della zona di Ascoli Piceno nel sud delle Marche, de...

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Pecorino: quello che non ti uccide ti fortifica

E pare proprio sia il caso di questo vitigno, destinato all’estinzione a causa della sua bassa resa, e che invece si è ritagliato uno spazio importante tra i vini bianchi italiani.
Vitigno autoctono della zona di Ascoli Piceno nel sud delle Marche, del nord dell’Abruzzo e alcuni territori del Lazio e dell’Umbria, un tempo era usato come uva da taglio per migliorare alcuni uvaggi.

Conosciuto fin dall’antichità, trascurato perché gli veniva preferito il più redditizio pascolo di pecore (forse da qui trae il suo nome), giunto fino ai nostri giorni nonostante le difficoltà annesse alla sua produttività, è soprattutto nelle Marche che questo vitigno ha saputo dare il meglio di sé nell’ultimo decennio, rivalutato dall’impegno e dalla lungimiranza di alcuni produttori marchigiani.
Il primo traguardo importante infatti è raggiunto nel 2001 con la Doc Offida che, oltre al pecorino, è caratterizzata dalla presenza dell’altro vitigno autoctono a bacca bianca, la passerina; senza dimenticare Offida Rosso .
Un passo importante, ma non l’unico, visto che nel 2011 la Doc Offida diventa Docg!


PECORINO, PERCHE?

Il vino ottenuto presenta vivaci tonalità giallo paglierino con riflessi verdolini, ma è nei profumi che da il meglio di se. L’impatto è intenso e elegante con spiccati sentori di fiori e frutti quali ginestra, ananas e mela renetta, seguiti da sfumature di liquirizia e anice.
Al gusto risaltano una buona struttura e una piacevole freschezza grazie ad una importante acidità, tratto distintivo di questo vitigno. Man mano che il vino si riscalda in bocca ritornano piacevoli sentori fruttati e minerali.
Va servito ad una temperatura tra gli 8 e i 10 gradi, ma provarlo un pò più caldo potrebbe regalare alcune piacevoli sorprese al naso. Si abbina perfettamente a molti piatti tipici marchigiani, specialmente a base di pesce quali guazzetti, antipasti di frutti di mare, zuppe marinare, ravioli con filetti di sogliola, e fritti misti.

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