In questo articolo vorremmo parlarvi di una storia fuori dal coro, estranea alla massa che riguarda un vignaiolo biodinamico francese.
Il nome del “nostro uomo” è Emmanuel Giboulot e rischia una multa di 30.000 euro e 6 mesi di reclusione.
Emmanuel conduce 10 ettari di vigne nel comune di Beaune, nella Cote-d’Or, in Borgogna; questa regione è nota proprio per la qualità e quantità dei vini prodotti ed ovviamente su questo settore si regge buona parte dell’economia.
Gibolout è un viticoltore biologico che da quindici anni si ispira ad i principi della biodinamica.
Dura lex sed lex ?
La motivazione è non aver effettuato il trattamento preventivo obbligatorio per la flavescenza dorata.
La decisione di obbligare i viticoltori a trattamenti, a base di pesticidi ovviamente, contro la flavescenza dorata è ovviamente dettata dai problemi socio-economici che genererebbe un’epidemia.
Questione di buon senso
Qualche giustificazione parrebbe quindi avere questa “regola”, ma nei territori dell’area del Beaune ed in tutta la Cote-d’Or i monitoraggi non hanno rilevato la presenza dello Scaphoideus titanus, insetto originario del nord America considerato vettore della “malattia”.
Emmanuel, quindi, non ha danneggiato nessuno, anzi, non essendo la zona potenzialmente rischiosa ha preservato la natura ed i suoi vitigni evitando di utilizzare, in modo superfluo, sostanze potenzialmente dannose per l’ecosistema e la salute dell’uomo.
La procedura contro Emmauel è scaturita non da una denuncia ma da una sua limpida e convinta risposta durante uno dei controlli di routine, in pratica alla specifica domanda Gibolout ha semplicemente risposto di no!
Una scelta consapevole
La sua motivazione è “In agricoltura biodinamica è consentito il trattamento insetticida con il piretro verde al posto degli insetticidi sistemici, ma è un insetticida non selettivo e trattando il vigneto avrei ucciso al tempo stesso molti degli insetti presenti, quelli nocivi, ma anche quelli antagonisti della cicalina e di altre malattie. La biodiversità nei miei vigneti è importante per l’equilibrio generale, certi vigneti non hanno visto trattamenti sistemici da 40 anni e sono perfettamente sani. Alcuni dei miei vigneti a Beaune si trovano vicini a una casa e anche se il piretro ha una decadenza molto veloce non è neutro. In luglio quando tutti trattavano nei vigneti la presenza dei pesticidi nell’aria era chiaramente avvertibile.”
L’effetto dei pesticidi ed il lavoro di Emmanuel
Legge o coscienza, buon senso o adeguamento alla massa, il dilemma del soldato che riceve l’ordine sbagliato!
Emmanuel ha scelto e noi non ci sentiamo di criticarlo.
L’utilizzo di pesticidi ed il contatto continuativo con essi può causare malattie come il morbo di Parkinson, talmente diffuso tra i francesi, da essere inserito tra le malattie professionali degli agricoltori.
Inoltre bisognerebbe considerare che i pesticidi viaggiano e si disperdono nell’aria venendo a contatto anche con ignari cittadini.
Emmanuel ha rischiato per non danneggiare la natura, ha messo in conto anche l’estirpo delle piante contaminate (qualora ve ne fosse stato il bisogno) e, la sua decisione gli è costata anche del duro lavoro aggiuntivo.
Secondo lui il monitoraggio è possibile anche in aziende di maggiori dimensioni, ma la via dei pesticidi è la classica scorciatoia facile.
Salute o economia?
“Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi. perdono i soldi per recuperare la salute.” Dalai Lama





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