VINS ROUGES
  • 13 OCTOBRE 2014
  • 2 min
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Guado San Leo 2010 D’Alfonso del Sordo: vino legendario

Quando si parla di Troia, a parte volgari e banali battute all’italiana, vengono in mente le vicende di Ulisse, Ettore, Paride, Achille e tutti gli eroi di cui Omero cantò le gesta. Oltre alla storica città, rasa al suolo dai greci, in Italia, e pre...

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par WineAtWine
Rédaction Wine at Wine

Guado San Leo 2010 D’Alfonso del Sordo: vino legendario

Quando si parla di Troia, a parte volgari e banali battute all’italiana, vengono in mente le vicende di Ulisse, Ettore, Paride, Achille e tutti gli eroi di cui Omero cantò le gesta.

Oltre alla storica città, rasa al suolo dai greci, in Italia, e precisamente in Puglia c’è una piccola, omonima cittadina di 7.500 anime in provincia di Foggia.

Il comune ha un fondazione molto antica risalente al XII-XI secolo a.C. e secondo la leggenda furono proprio l’eroe greco Diomede ed Ulisse a darle i natali.
Romani, Saraceni, Bizantini, Svevi, Angioini, Aragonesi e Borboni si sono susseguiti fino all’invasione piemontese, che visto lo spirito combattivo della gente del posto, non fu per nulla facile.
Oggi Troia è una città prevalentemente agricola legata alla coltivazione di grano duro, olio extra-vergine e vino!
La più famosa è caratteristica produzione è certamente il Nero di Troia, naturalmente a vitigno a bacca scura.
Oggi abbiamo degustato per voi Guado San Leo 2010 fiore all’occhiello dell’ottima azienda agricola D’Alfonso del Sordo sita a San Severo.

Il vino nasce dalla vinificazione in purezza di uve di Troia provenienti interamente dal vigneto di Tenuta “Coppanetta”.
Il terreno è argilloso e calcareo, piuttosto rude e burbero con i vitigni! E’ per questo che l’azienda decide di compensare con una lavorazione delicata raccogliendo, selezionando e diraspando a mano ed effettuando una pigiatura soffice.

Dopo una macerazione di circa quindici giorni il vino viene affinato in Barriques per nove mesi.

Allo sguardo appare inviolabile, scuro, sembra con i soli occhi di sentirne già il corpo.

Va’ fatto ossigenare per bene prima di aprirsi e farsi apprezzare in tutte le sue sfumature al naso del degustatore.
Frutti rossi maturi, more, amarena, ciliegia, ribes, fichi, note speziate che richiamano pepe, tabacco e tostatura.
Non vedo l’ora di berlo!
In bocca è proprio come lo immaginavo! Una bella struttura corposa, piena soddisfazione al palato!

Ritroviamo frutti rossi e quanto già citato al naso, spiccano anche aromi di caffè edavvertiamo un tannino sostenuto ma elegante e mai invadente che ci lascia innamorare…
Un utilizzo non invasivo del legno ha arricchito un vino ottimo rendendolo eccellente.

15 euro spesi alla grande! Consigliatissimo.

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