Ci sono persone con le quali al primo sguardo instauri un’intesa, capisci che chi ti è di fronte ha qualcosa in comune con te anche se non sai cosa; alcune volte incontriamo questi individui affini negli ambienti dove meno ci aspetteremo e man mano viene fuori ciò che ci legava in quella vicinanza inspiegabile.
Chi mi ha fatto provare questo vino appartiene esattamente a questa categoria di persone, col tempo abbiamo scoperto le cose che ci accomunano: una di queste, tante, è la passione per il vino.
Non ci vediamo spesso, ma quando lo facciamo ci scambiamo vini delle nostre terre o dei posti in cui siamo stati nel frattempo.
Orgoglioso ed innamorato della sua terra il mio amico ha deciso di farmi provare questo prodotto: 50 anni di Barbera prodotto dalla Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli.
Il vino è dedicato al primo mezzo secolo di attività della cantina, si presenta con un’etichetta semplice, accattivante e giovanile che ben si addice ad un vino di “pronta beva”.
Nel calice si presenta con un colore rosso intenso e riflessi violacei; al naso si sentono mirtilli., lampone, sottobosco, spezie tra cui spicca il pepe. Al palato il corpo è prestante, denso, intenso buona freschezza e discreta persistenza; si fa sentire anche l’importante grado alcolico (14,5% vol.).
Tutto ciò che ti aspetti da un barbera, un vino ben fatto.
Da bere pasteggiando, ben si addice a carni rosse e selvaggina o formaggi a pasta dura piuttosto stagionati.
Io un vino del genere arriverei a pagarlo anche 8-12 euro; sapete quanto costa? 4,5-5 euro! Un vero affare!
Non conosciutissimo, buono, economico: a casa mia vorrei sempre averne un qualche bottiglia da parte.
Ringrazio chi me lo ha fatto provare, per il vino (o meglio per i vini) ma soprattutto per l’amicizia che mi ha offerto e che si rinnova ogni giorno; lo faccio brindando alla sua maniera: sguardo fisso e deciso negli occhi dell’interlocutore, cin, bicchiere che ritocca il tavolo e poi il sorso, “Perché mio nonno diceva sempre: “due cose non ce le possono togliere: il buon vino ed il tavolo”.
Alla tua.





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