Il Lugana nasce sulla sponda meridionale del lago di Garda, a cavallo fra due regioni: la provincia di Brescia in Lombardia, con Sirmione, Desenzano e Pozzolengo, e la provincia di Verona in Veneto, attorno a Peschiera del Garda. È fra le prime DOC italiane, riconosciuta nel 1967. I vigneti coprono circa 2.560 ettari, per una produzione di 211.650 ettolitri.
L'argilla dei ghiacciai
Il terreno è la vera firma del Lugana: un suolo molto argilloso, compatto, residuo delle ultime glaciazioni, cioè la base del ghiacciaio che ritirandosi diede origine al lago. L'argilla trattiene l'acqua e dà vini di corpo e di buona tenuta, mentre il lago mitiga il clima e allunga la maturazione.
La Turbiana
Il disciplinare chiede almeno il 90% di Trebbiano di Soave, che qui si chiama Turbiana o Trebbiano di Lugana. Gli studi genetici lo hanno avvicinato al Verdicchio delle Marche, e infatti i due vini condividono freschezza, note di mandorla e capacità di invecchiare. La gradazione minima è dell'11%.
Il Lugana base può uscire dal 15 gennaio dopo la vendemmia. Il Superiore e la Vendemmia Tardiva affinano almeno 12 mesi; il Riserva almeno 24 mesi, di cui 6 in bottiglia. C'è poi lo Spumante. Nel bicchiere il Lugana è giallo paglierino con riflessi verdi, profumi di fiori bianchi, agrumi, pesca e mandorla, e una sapidità minerale.
Una terra di passaggio
La zona è ricca di insediamenti dell'età del bronzo e di reperti romani: era il passaggio naturale fra est e ovest. Poi vennero gli Scaligeri, di cui restano il castello di Sirmione e la rocca di Peschiera, e i secoli della Repubblica di Venezia, dal 1440 al 1797. A tavola il Lugana accompagna il pesce di lago, dal coregone al luccio, i risotti, la tinca al forno e i formaggi freschi; dall'altra parte del Veronese, il Soave è il suo parente più stretto.


