L'Oltrepò Pavese è la punta meridionale della Lombardia, un triangolo di colline in provincia di Pavia che sale dal Po verso l'Appennino. Il Pinot Nero vi è coltivato da oltre un secolo, e il metodo classico è la sua espressione più ambiziosa. La denominazione nasce come DOC nel 1970 e diventa DOCG nel 2007; i vigneti dedicati coprono circa 204 ettari, per una produzione di 3.925 ettolitri. Alla fine del XX secolo uno studio di zonazione ha individuato quattro unità territoriali con caratteristiche diverse di suolo e clima.
Pinot Nero al centro
Il Metodo Classico e il Rosé chiedono almeno il 70% di Pinot Nero, con Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Grigio fino al 30%. Il Pinot Nero, bianco o rosé, ne chiede almeno l'85%. La versione rosé del Pinot Nero si può chiamare Cruasé, un nome registrato dal consorzio, anche se poco usato. La gradazione minima è dell'11,5%.
Gli spumanti restano almeno 15 mesi sui lieviti e non escono prima del primo aprile del secondo anno dopo la vendemmia; il Millesimato almeno 24 mesi. A livello regionale è stato approvato anche un nuovo nome, Classese, che però deve ancora ricevere il via libera nazionale ed europeo.
Una lunga storia
Vicino a Casteggio è stato trovato un tralcio di vite di epoca preistorica. Nel I secolo Strabone considerava di qualità i vini della zona e attribuiva ai viticoltori locali l'invenzione della botte. Alla fine del Cinquecento Andrea Bacci citava i vitigni Pinolo, Pignolo gentile e Pignolo grappolato, da cui potrebbe derivare il Pinot Nero attuale, identificato nella zona nella seconda metà dell'Ottocento insieme ad altri 225 vitigni autoctoni. Furono il ministro Agostino Depretis, il conte Carlo Giorgi di Vistarino e Carlo Gancia a promuoverne l'impianto.
Nel bicchiere e a tavola
Gli spumanti dell'Oltrepò hanno perlage fine, profumi di crosta di pane, piccoli frutti rossi e agrumi, e una struttura che viene dal Pinot Nero. Sono vini da aperitivo e da tutto pasto: crudi di pesce, risotti, salumi come il salame di Varzi, carni bianche. Per conoscere i vini fermi della zona c'è la DOC Oltrepò Pavese; per un confronto con l'altro metodo classico lombardo, la Franciacorta.

