La Valtellina è la valle dell'Adda in provincia di Sondrio, nel nord della Lombardia. Sul versante esposto a sud, le vigne crescono su terrazzamenti sostenuti da muretti a secco, in un paesaggio viticolo spettacolare. Qui il Nebbiolo, che in valle chiamano Chiavennasca, dà il Valtellina Superiore: DOC dal 1968, DOCG dal 1998. La zona comprende i vigneti dei comuni di Ardenno, Berbenno, Bianzone, Buglio in Monte, Castione Andevenno, Chiuro, Montagna in Valtellina, Poggiridenti, Ponte in Valtellina, Postalesio, Sondrio, Teglio, Tirano, Tresivio e Villa di Tirano. I vigneti coprono circa 300 ettari, per una produzione di 13.350 ettolitri.
Cinque sottozone
Il Valtellina Superiore può riportare in etichetta una delle cinque sottozone storiche, da ovest a est: Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno e Valgella. Ognuna ha esposizioni, suoli e altitudini diverse, e dà vini con caratteri propri. Esiste anche la dicitura Stagafassli, che non è una sottozona: indica il vino della Valtellina imbottigliato oltre confine, in Svizzera, e non può riportare né la sottozona né la menzione Riserva.
Le regole
Il disciplinare chiede almeno il 90% di Nebbiolo. La gradazione minima è del 12%. Il vino affina almeno due anni, di cui 12 mesi in botte, e non esce prima del primo dicembre del secondo anno dopo la vendemmia; il Riserva affina almeno tre anni.
Nel bicchiere è rosso granato, con profumi di rosa, viola, piccoli frutti rossi, erbe di montagna, spezie e una nota minerale; il tannino è fine, l'acidità vivace. È un Nebbiolo più leggero e verticale di quello delle Langhe, ma capace di lungo invecchiamento.
Una storia europea
Celti, Romani e Longobardi coltivarono la vite in valle; fu l'epoca romana a intensificarla, e nel X e XI secolo i maestri comacini e i monaci benedettini la ripresero. Il monastero di Sant'Ambrogio di Milano possedeva vigne in valle. Dal 1550 al 1797 la Valtellina fu sotto la Lega Grigia, poi Cantone dei Grigioni, che diede impulso alla viticoltura e all'esportazione verso le corti del centro e del nord Europa. A tavola accompagna pizzoccheri, bresaola, selvaggina e formaggi d'alpeggio come il Bitto; i vini fuori DOCG della valle rientrano nell'IGT Alpi Retiche.

