Garganega

Vitigno italiano · Bianco · Autoctono

Garganega

Il grande bianco del Veneto: è l'uva del Soave e del Gambellara, una delle più antiche d'Italia, la stessa del Grecanico siciliano, e dà bianchi longevi e il dolce Recioto.

Caratteristiche e storia

La Garganega è il grande bianco del Veneto e uno dei vitigni più antichi d'Italia. È l'uva del Soave, sulle colline a est di Verona, e del Gambellara, appena oltre il confine con la provincia di Vicenza. Dà bianchi sapidi e longevi, profumati di fiori bianchi e di mandorla, e dalle uve appassite un vino dolce di lunga tradizione, il Recioto.

Un vitigno antico e prolifico

La Garganega è citata già all'inizio del Trecento dall'agronomo bolognese Pier de' Crescenzi. Le analisi del DNA hanno mostrato che è la stessa uva che in Sicilia si chiama Grecanico, e che ha legami di parentela diretta con molte varietà del Centro e del Sud, fra cui il Trebbiano Toscano, l'Albana, il Catarratto e la Malvasia Bianca di Candia. È insomma una delle grandi capostipiti della viticoltura italiana.

Suoli e vigne

La Garganega è vigorosa e matura tardi, fra la fine di settembre e ottobre; se non se ne contiene la resa dà vini neutri. Il suo carattere cambia molto con il terreno. Intorno a Soave e a Monteforte d'Alpone, nel cuore della zona classica, cresce su suoli vulcanici di basalto scuro; più a ovest prevalgono i calcari. I terreni vulcanici danno vini sapidi e minerali, quelli calcarei vini più floreali e sottili. Vulcaniche sono anche le colline di Gambellara. Per tradizione si alleva a pergola veronese, che ripara i grappoli dal sole e ne conserva la freschezza.

Nel bicchiere

Il Soave giovane ha colore paglierino, profumi di fiori bianchi, mela, pesca e agrumi, e un finale caratteristico di mandorla. Con gli anni arrivano note di miele, camomilla e pietra focaia: la Garganega è uno dei bianchi italiani che invecchiano meglio, e un buon Soave Superiore regge dieci anni. Il Recioto di Soave nasce da uve appassite per mesi nei fruttai: è dolce e dorato, profuma di albicocca secca, miele e fiori gialli, e ha un'acidità che lo tiene in equilibrio.

Le denominazioni

Il Soave chiede almeno il 70% di Garganega, con Trebbiano di Soave o Chardonnay per il resto; il Soave Superiore DOCG ha regole più strette e una gradazione minima del 12%. Il Gambellara ne vuole almeno l'80%. La Garganega entra poi nei bianchi di altre denominazioni venete: i Colli Berici, i Colli Euganei e il Custoza, dove si unisce a Trebbiano, Cortese e Friulano. Con il nome di Grecanico la si trova anche in Sicilia, soprattutto nella parte occidentale dell'isola.

Cantine

Fra le cantine della nostra directory c'è la Cantina di Soave, la cooperativa più antica del Veneto, fondata nel 1898 e oggi con oltre duemila soci. A Colognola ai Colli lavora l'Azienda Agricola Vicentini Agostino, a Gambellara Menti Giovanni.

A tavola

Il Soave accompagna gli antipasti di verdure, il risotto agli asparagi, il pesce di lago, il baccalà alla vicentina e i formaggi freschi; le versioni più mature reggono le carni bianche e il Monte Veronese di media stagionatura. Il Recioto è un vino da dolci secchi e da formaggi erborinati.

Regioni dove cresce il Garganega

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Domande frequenti sul Garganega

Dove si coltiva la Garganega?
Soprattutto in Veneto, nelle zone del Soave e del Gambellara; in Sicilia la stessa uva si chiama Grecanico.
Quanta Garganega c'è nel Soave?
Almeno il 70%; il resto può essere Trebbiano di Soave o Chardonnay.
Che sapore ha la Garganega?
Fiori bianchi, mela, pesca e agrumi, con un finale di mandorla; invecchiando arrivano miele e camomilla.
Che cos'è il Recioto di Soave?
Un vino dolce DOCG fatto con uve di Garganega appassite per mesi nei fruttai.
Garganega e Grecanico sono la stessa uva?
Sì: le analisi del DNA hanno dimostrato che sono lo stesso vitigno.

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