La DOC Gambellara è una denominazione di vini bianchi della provincia di Vicenza, in Veneto. È nata nel 1970; nel 2008 il Recioto di Gambellara è diventato una DOCG separata. Conta circa 215 ettari, per una produzione di 4.510 ettolitri.
Dalla Schiava alla Garganega
Le colline di Gambellara erano coltivate a vite già al tempo di Ezzelino da Romano, nel Duecento. Allora dominavano le viti di Schiava, allevate «a palo secco», e sulle pendici del castello di San Marco e del Montesello si faceva un bianco dolce. Dal 1468, e con ampia diffusione nel Cinquecento, la Garganega cominciò a diffondersi sulle colline, in qualche caso al posto della Schiava. In seguito le colline più impervie furono dissodate e messe a coltura da contadini locali, che da affittuari e braccianti divennero proprietari viticoltori.
Le tipologie
Il Gambellara nasce da almeno l'80% di Garganega; il resto, fino al 20%, può venire da Chardonnay, Pinot bianco e Trebbiano. Con le stesse uve si fanno il Superiore e lo Spumante. La sottozona Classico vale per il bianco e per il Vin Santo, che si fa solo lì: affina almeno due anni ed esce dal primo gennaio del terzo anno dopo la vendemmia. Il disciplinare elenca anche le zone Creari, Monti di Mezzo, Faldeo, San Marco, Selva e Taibane. La gradazione minima è del 10,5%.
A tavola
Il Gambellara accompagna antipasti di mare, minestre in brodo, zuppe di pesce, uova, pesce, crostacei e frutti di mare, e carni bianche. Nei ristoranti della zona il Gambellara Classico si abbina al capretto bianco di Gambellara, agli asparagi e al baccalà alla vicentina.
Sempre in provincia di Vicenza ci sono i Colli Berici, mentre nella provincia di Verona c'è il Soave, altro bianco della Garganega.
