Denominazione di Origine Controllata · Sicilia

Marsala DOC

Il grande vino liquoroso della Sicilia occidentale, prodotto in provincia di Trapani. Ambra, Oro e Rubino, dal Fine giovane al Vergine invecchiato dieci anni.

Marsala: territorio e storia

Il Marsala è il vino liquoroso più famoso d'Italia e una delle prime denominazioni di origine controllata, riconosciuta nel 1969. Si produce in provincia di Trapani, sulla punta occidentale della Sicilia, su circa 1.462 ettari di vigneto, per una produzione di 72.100 ettolitri. È un vino fortificato: la gradazione minima è del 17,5%.

Tre colori, molte età

Il disciplinare distingue prima di tutto il colore. L'Ambra e l'Oro nascono da uve bianche, in qualsiasi proporzione: Grillo, Catarratto, Ansonica (che qui chiamano Inzolia) e Damaschino. Il Rubino è il Marsala rosso, con almeno il 70% di Perricone (il Pignatello locale), Nero d'Avola e Nerello Mascalese, e fino al 30% di uve bianche.

Poi c'è il tempo. Il Fine affina almeno un anno, di cui otto mesi in legno; il Superiore due anni, con 20 mesi in botte; il Superiore Riserva quattro anni, con 44 mesi in legno. Il Vergine, detto anche Soleras, resta almeno cinque anni, 56 mesi dei quali in botte; il Vergine Stravecchio o Riserva arriva a dieci anni, con 116 mesi in legno. In etichetta possono comparire sigle storiche come I.P. (Italia Particolare), G.D. (Garibaldi Dolce), L.P. (London Particular) e S.O.M. (Superiore Old Marsala).

Un vino nato per viaggiare

La storia commerciale del Marsala si lega al mercante di Liverpool John Woodhouse, sbarcato nel porto di Marsala nel 1773. I vini della zona, invecchiati in botti di rovere, ricordavano gli Sherry e i Porto allora di moda in Inghilterra; aggiungere alcol li rendeva capaci di reggere la navigazione. Gli inglesi conoscevano già quei vini, che caricavano da decenni davanti al porto. Il metodo locale di invecchiamento, detto in perpetuum, consisteva nel rabboccare ogni anno le botti con il vino nuovo: un principio vicino a quello delle soleras.

Secco, semisecco o dolce, il Marsala va dall'aperitivo al dessert: il Vergine accompagna formaggi stagionati e frutta secca, i dolci come il cannolo chiamano un Superiore dolce. Con il Pantelleria e la Malvasia delle Lipari forma la grande famiglia dei vini da meditazione siciliani.

Marsala DOC in sintesi

Tipo
DOC — Denominazione di Origine Controllata
Regione
Sicilia
Riconoscimento
1969
Vitigni
Ansonica, Catarratto, Damaschino, Grillo, Nerello Mascalese, Nero d’Avola (Calabrese), Perricone
Tipologie
Ambra, Oro, Rubino, Fine, Superiore / Vecchio, Superiore Riserva, Vergine / Soleras, Vergine Stravecchio / Riserva
Gradazione minima
17,5% vol
Superficie vitata
1.462 ha
Produzione
72.100 hl
Zona di produzione
Provincia di Trapani

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Marsala: domande frequenti

Che differenza c'è tra Marsala Ambra, Oro e Rubino?
Ambra e Oro sono fatti con uve bianche come Grillo, Catarratto e Inzolia; il Rubino è il Marsala rosso, con almeno il 70% di Perricone, Nero d'Avola e Nerello Mascalese.
Cosa significa Marsala Vergine?
È il Marsala invecchiato più a lungo, almeno cinque anni, di cui 56 mesi in botte; la versione Stravecchio o Riserva arriva a dieci anni.
Il Marsala è sempre dolce?
No: esiste secco, semisecco e dolce. Il Vergine è tradizionalmente secco, mentre molte versioni Fine e Superiore sono dolci.