Contessa Entellina è un paese dell'entroterra della provincia di Palermo, nell'alta valle del Belice, fondato da profughi albanesi e ancora oggi una delle comunità arbëreshë della Sicilia. Il nome ricorda Entella, l'antica città elima che sorgeva sulla rocca che domina la valle. La denominazione porta il nome del paese ed è stata riconosciuta nel 1993. È una DOC piccola: circa 55 ettari, per una produzione di 1.320 ettolitri.
Colline interne, tra grano e vigne
Il paesaggio è quello della Sicilia interna: colline dolci, campi di grano, vigneti in quota rispetto alla costa, con buone escursioni termiche fra il giorno e la notte. Sono condizioni che favoriscono profumi e freschezza, sia nei bianchi sia nei rossi.
Molti vitigni, tante etichette
Il Bianco chiede almeno il 50% di Ansonica, che qui si chiama anche Inzolia. Accanto ci sono i bianchi varietali, ciascuno con almeno l'85% del vitigno: Ansonica, Catarratto, Grecanico Dorato, Fiano, Chardonnay, Sauvignon e Viognier. Il Rosso e il Rosato chiedono almeno il 50% di Nero d'Avola e Syrah, da soli o insieme; ci sono poi i rossi varietali da Nero d'Avola, Syrah, Merlot, Cabernet Sauvignon e Pinot Nero. La gradazione minima è dell'11%.
Il Riserva affina almeno due anni, di cui sei mesi in botte. La Vendemmia Tardiva, da uve raccolte surmature, affina almeno 18 mesi, di cui 6 in botte: è un vino dolce, da meditazione.
A tavola
I bianchi accompagnano pesce, couscous, verdure ripiene e formaggi freschi come la ricotta; i rossi stanno con carni alla brace, agnello, pasta al forno e caciocavallo. La Vendemmia Tardiva si abbina alla pasticceria siciliana, dai cannoli alle paste di mandorla. Più a ovest, verso il mare, si arriva alla terra del Marsala.


