ROTWEINE
  • 24. MAI 2014
  • 3 min
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Il miglior Lambrusco al mondo Otello Nero di Ceci

Premetto che non sono un amante del Lambrusco.Ho vissuto, nei primi anni Ottanta, tutta la parabola di questo vino destinato, in container, verso gli Stati Uniti, dove veniva chiamato “Red Cola”.Erano i tempi bui del lambrusco venduto a due soldi in ...

Pasquale Testardi

von Pasquale Testardi
Sommelier & Verkoster

Il miglior Lambrusco al mondo Otello Nero di Ceci

Premetto che non sono un amante del Lambrusco.
Ho vissuto, nei primi anni Ottanta, tutta la parabola di questo vino destinato, in container, verso gli Stati Uniti, dove veniva chiamato “Red Cola”.
Erano i tempi bui del lambrusco venduto a due soldi in Autostrada, il tappo in plastica e dal sapore dubbio con anidrite carbonica addizionata. Sicuramente, tale politica, a permesso a molte aziende di fatturare e di crescere, ma la qualità del prodotto si è mantenuta, per decenni, a livelli medio-bassi pur rimanendo una dei prodotti italiani più esportati nel mondo. Tutti i miei preconcetti sul Lambrusco si sono dissipati quando, alcuni anni fa, mi è capitata tra le mani una bottiglia di Lambrusco Otello Nero di Ceci, che mi ha impressionato per peso, aspetto curato e forma.

Lo stupore si è trasformato in meraviglia quando quel nettare, versato nel calice, mi è apparso in tutto il suo splendore. Questo Lambrusco Otello di colore rosso porpora sormontato da una spuma di pari colore. L’olfatto si propone con chiari e netti sentori di lampone, fragola e ciliegia accompagnati da effluvi di viola e rosa canina. Al palato entra morbido e suadente, con tannino misurato e gradevole effervescenza. Una vera goduria.

Era l’anno 2009 e la guida Duemila Vini dell’AIS assegnava, per la prima volta nella storia, i 5 grappoli all’Azienda Ceci di Torrile, in provincia di Parma, per il suo Lambrusco Otello Nero 2007. Mai un vino, ottenuto da uve lambrusco, aveva ottenuto il massimo punteggio, riconoscimento di solito riservato al Barolo o al Brunello.

Scelta coraggiosa dell’oste Otello Ceci, nella bassa parmense,che già nel 1938 puntò tutto su questa varietà di lambrusco, il Maestri, dal colore impenetrabile e sentori intensi. La passione per questa varietà si è mantenuta nel tempo e adesso i nipoti di Otello Ceci, tra cui Alessandro, Enologo, proseguono con dedizione a produrre questa perla dell’enologia italiana. Stessa sensazione  di stupore ho riprovato nel bere, poco tempo fa, l’annata 2012, di questo cavallo di razza. Vendemmiato nei primi giorni di ottobre, subisce una macerazione sulle bucce, a bassa temperatura, per 6-7 giorni per esaltarne i profumi e gli aromi. Il successivo affinamento e la presa di spuma durano 3 mesi in autoclave seguendo il metodo Charmat, operazione che precede la filtrazione e l’imbottigliamento. Un prodotto eccezionale, soprattutto se viene venduto ad un prezzo non superiore ai 8 euro.
Matrimonio d’amore per questo vino lambrusco Otello, un buon Culatello o un Parmigiano Reggiano stagionato. Fantastico con il Cotechino. Prosit.

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