etichetta o controetichetta:

  • codice attribuito all’Orgamismo di controllo dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali preceduto dalla dicitura “Organismo di controllo autorizzato dal MIPAAF”
  • indicazione del luogo in cui sono state coltivate le materie prime agricole di cui il prodotto è composto (agricoltura UE; agricoltura non UE; agricoltura UE/non UE) oppure il paese specifico di provenienza delle materie prime

In USA la normativa prevede quattro categorie di vini aventi natura parzialmente o totalmente biologica:

  • 100% organic: vini ottenuti con il 100% di ingredienti biologici, senza solfiti aggiunti con meno di 10ppm (parti per milione) di solfiti – in etichetta “100% organic”
  • organic: vini ottenuti con almeno il 95% di ingredienti biologici; contengono meno del 10 ppm di solfiti ed in etichetta non è richiesta l’indicazione “contiene solfiti” – in etichetta “organic” o “organic wine”
  • made with organic ingredients: ottenuti con almeno il 70% di ingredienti biologici; possono contenere solfiti aggiunti entro 100 ppm ed in etichetta va specificato che contengono solfiti – in etichetta “made with organic ingredients”
  • ess than 70% prodotti ottenuti con meno del 70% di ingredienti biologici – in etichetta “made with organic and non-organic ingredients” e privi del logo “the USDA organic seal”

Bello notare come, nonostante l’Europa sia il produttore storico di vino, su molti aspetti paesi fuori dalla UE risultano molto avanti riguardo alle indicazioni in etichetta; l’Eurofoglia rappresenta un primo passo, tardivo, in avanti; auspichiamo al più presto indicazioni precise ad esempio sulla quantità di solfiti presenti al fine di evidenziare chi usa la solforosa con parsimonia.

Ecco un approfondimento sulla produzione e normativa del vino biologico .
Che ci siano le lobbies del vino dietro queste scelte che tardano ad arrivare?