Abbiam già parlato con approfondimento e tabelle comparative, sulla ormai iper discussa dicitura contiene solfiti. Se vuoi approfondire in modo più tecnico, puoi leggere anche questo articolo collegato: Cosa sono i solfiti nel vino: chiarimenti.

Dove troviamo i solfiti (non solo nel vino)

Troviamo i solfiti in tantissimi alimenti, oltre al vino nella birra, negli insaccati, succhi di frutta, marmellate, etc. e proprio quelle famigerate sigle che possono andare da E220 fino al E228 nascondono solfiti che in tantissime persone, non in grado di neutralizzarli tramite il sistema epatico, scatenano mal di testa, irritazioni cutanee, orticaria fino allo shock anafilattico.

Quando la legge obbliga a scrivere “Contiene Solfiti”

La legge, purtroppo non ci aiuta, obbligando a scrivere “Contiene Solfiti” in etichetta solo in caso di concentrazioni superiori a 10 mg/litro.

Quali vini tendono ad averne di più

In generale, i vini bianchi contengono più solfiti dei rossi; in assoluto i vini con più solfiti sono i vini bianchi dolci.

Limiti massimi UE: cosa significa per il consumatore

Sotto il limite dei 10 mg/litro non è necessario indicare niente, mentre i limiti massimi imposti dalla Comunità Europea sul contenuto finale di Solfiti sono di 160 mg/litro per i vini rossi secchi e di 210 mg/litro per i vini bianchi; per valori superiori il vino non può essere messo in commercio.

In definitiva, un vino rosso che presenta in etichetta la dicitura “Contiene Solfiti” potrebbe contenerne 11 mg/litro come 160 mg/litro. Sarebbe ora di indicare in etichetta la quantità di solfiti presenti nel vino in modo che il consumatore possa scegliere in modo consapevole il prodotto da acquistare.

Vino rosso secco: cosa dice la legge (schema rapido)