Denominazione di Origine Controllata e Garantita · Piemonte

Gavi DOCG

Il grande bianco del Piemonte, da Cortese in purezza, sulle colline del Novese al confine con la Liguria. DOC dal 1974, DOCG dal 1998, conosciuto anche come Cortese di Gavi.

Gavi: territorio e storia

Il Gavi, chiamato anche Cortese di Gavi, è il bianco più importante del Piemonte. Nasce in provincia di Alessandria, nel Novese, sulle colline che salgono verso l'Appennino ligure: la zona comprende per intero i comuni di Bosio, Capriata d'Orba, Carrosio, Francavilla Bisio, Gavi, Novi Ligure, Parodi Ligure, Pasturana, San Cristoforo, Serravalle Scrivia e Tassarolo. La vicinanza del mare, a poche decine di chilometri, porta brezze e freschezza.

Una denominazione che guarda lontano

La DOC è del 1974, la DOCG del 1998. I vigneti coprono circa 1.609 ettari, per una produzione di 99.800 ettolitri. Secondo il consorzio, l'85% del Gavi prende la via dell'estero, soprattutto verso Regno Unito, Stati Uniti, Germania e Russia: è uno dei bianchi italiani più conosciuti nel mondo.

Solo Cortese

Tutte le tipologie sono fatte con Cortese al 100%. Il Gavi base, fermo o frizzante, è il più diffuso. Il Riserva affina almeno un anno, di cui sei mesi in bottiglia. Lo Spumante resta almeno 6 mesi sui lieviti con il metodo Charmat o 9 mesi con il metodo classico; il Riserva Spumante Metodo Classico affina almeno due anni, di cui 18 mesi sui lieviti. La gradazione minima è del 10,5%.

Nel bicchiere il Gavi è giallo paglierino chiaro, con profumi di fiori bianchi, mela verde, agrumi e mandorla, e una sapidità che a volte ricorda la pietra focaia. L'acidità vivace lo rende fresco da giovane e gli permette di reggere qualche anno di bottiglia.

Mille anni di Cortese

Il primo documento è del 3 giugno 972: conservato nell'Archivio di Stato di Genova, cita l'affitto di vigne in località Meirana concesso dal vescovo di Genova a due cittadini di Gavi. Nel 1659, nelle lettere fra il castello di Montaldeo e il marchese Doria, compaiono impianti di «viti tutte di cortese». Nel 1798 il conte Nuvolone lo descrive come uva che «fa buon vino, è abbondante e si conserva». A tavola il Gavi accompagna il pesce bianco come rombo, branzino, sogliola e dentice, ma anche salmone affumicato, ostriche, gamberi e vongole. Nella stessa provincia, il Monferrato offre i suoi rossi.

Gavi DOCG in sintesi

Tipo
DOCG — Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Regione
Piemonte
Riconoscimento
1974
DOCG dal
1998
Vitigni
Cortese
Tipologie
Bianco, Riserva, Spumante, Riserva Spumante Metodo Classico
Gradazione minima
10,5% vol
Invecchiamento minimo
6 mesi
Superficie vitata
1.609 ha
Produzione
99.800 hl
Zona di produzione
Provincia di Alessandria

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Gavi: domande frequenti

Gavi e Cortese di Gavi sono la stessa cosa?
Sì: sono due nomi della stessa DOCG, prodotta con Cortese al 100% nel Novese, in provincia di Alessandria.
Esiste un Gavi spumante?
Sì, con il metodo Charmat o con il metodo classico; il Riserva Spumante Metodo Classico affina almeno due anni, di cui 18 mesi sui lieviti.
Con cosa si abbina il Gavi?
Soprattutto con il pesce: rombo, branzino, sogliola, dentice, salmone affumicato, ostriche, gamberi e vongole.