Il Brachetto d'Acqui nasce sulle colline fra le province di Alessandria e di Asti, in Piemonte. La zona comprende i comuni di Acqui Terme, Terzo, Bistagno, Alice Bel Colle, Strevi, Ricaldone, Cassine e Visone nell'Alessandrino, e una ventina di comuni dell'Astigiano, da Vesime e Loazzolo a Mombaruzzo e Calamandrana, fino alla parte di Nizza Monferrato a destra del torrente Belbo. DOC dal 1969, con il decreto del 13 agosto, è DOCG dal 1996. Conta circa 781 ettari per una produzione di 20.250 ettolitri.
Un vino celebre
Nel 1817 il naturalista Gallesio lo definiva un «vino celebre» da dessert, lo paragonava al Porto e riferiva che era venduto anche in America latina. Nel 1922 Garino Canina lo indicava come diffuso soprattutto fra Acqui Terme e Nizza Monferrato, ma in piccole quantità, a causa della fillossera. Il rilancio arrivò negli anni Cinquanta del Novecento, quando il produttore Arturo Bersano ottenne ottimi risultati con il metodo Martinotti, la presa di spuma in autoclave.
Le tipologie
Tutte le versioni si fanno con il 97% di Brachetto. Il Rosso può essere fermo o frizzante, secco o dolce; c'è lo Spumante, rosso o rosato, e c'è il Passito, che non esce prima del primo ottobre dell'anno dopo la vendemmia. Una versione ferma e secca si faceva già ai primi del Novecento. La gradazione minima è molto bassa, il 5%: nelle versioni dolci buona parte dello zucchero dell'uva resta nel vino.
Il Brachetto ha un colore rubino chiaro, a volte tendente al rosa, e un profumo intenso di rosa, fragola e lampone. Le versioni dolci e spumanti sono leggere e fresche, con bollicine fini.
A tavola
È il vino delle crostate di frutti rossi, delle fragole, della pasticceria secca e del cioccolato; si serve fresco. Nelle stesse colline nascono il Moscato di Canelli e i rossi della Barbera d'Asti.
