L'Alta Langa è lo spumante metodo classico del Piemonte. La zona di produzione comprende 149 comuni del Piemonte meridionale, sulle colline che danno il nome alla denominazione. Riconosciuta come DOC nel 2002, è diventata DOCG nel 2011. I vigneti coprono circa 293 ettari, per una produzione di 12.650 ettolitri.
Le regole
Lo Spumante e il Rosato Spumante chiedono almeno il 90% di Pinot Nero e Chardonnay, da soli o insieme, con altre uve non aromatiche fino al 10%. La gradazione minima è dell'11,5%. Il vino resta almeno 30 mesi sui lieviti prima della sboccatura ed esce intorno al primo aprile del terzo anno dopo la vendemmia; la Riserva affina almeno tre anni.
Nel bicchiere ha perlage fine e persistente, colore paglierino con riflessi dorati, profumi di crosta di pane, frutta a polpa bianca, agrumi e frutta secca; il Pinot Nero dà struttura, lo Chardonnay eleganza e freschezza. Il Rosato aggiunge note di piccoli frutti rossi.
Due secoli di bollicine
Nei primi decenni dell'Ottocento i conti di Sambuy portarono il Pinot in Piemonte, a titolo sperimentale. A metà del secolo il marchese Leopoldo Incisa della Rocchetta aggiunse alla sua collezione di vitigni il Pinot Nero, importato direttamente dalla Borgogna. Inizialmente i viticoltori locali mostrarono poco interesse; il vitigno si diffuse solo a fine secolo grazie a due pionieri, Giovanni Boschiero e Carlo Gancia, che lo portarono nell'Astigiano e nella zona di Canelli per i loro spumanti metodo classico. A Canelli, fra Ottocento e Novecento, nacque una fiorente produzione spumantistica, con le grandi cantine scavate nel tufo per l'affinamento delle bottiglie: le Cattedrali Sotterranee, che dal 2014 fanno parte del 50° sito italiano patrimonio UNESCO, i Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato.
A tavola
È un aperitivo naturale e accompagna tutto il pasto: crudi di pesce, frittura, risotti, carni bianche, formaggi freschi; la Riserva regge anche piatti più strutturati e il tartufo bianco d'Alba.
