La DOC Carema comprende le aree vitate di un solo comune, Carema, in provincia di Torino, all'estremo nord del Piemonte, dove la valle della Dora Baltea entra in Valle d'Aosta. Riconosciuta con il decreto del 9 luglio 1967, è una denominazione minuscola: circa 9 ettari, per una produzione di 425 ettolitri. I vigneti stanno fra i 300 e i 600 metri di altitudine.
Le regole
Il Carema si fa con almeno l'85% di Nebbiolo, con altre uve rosse non aromatiche per il resto. La gradazione minima è del 12%. Il Rosso affina almeno 24 mesi, di cui 12 in botte, e non esce prima del primo novembre del secondo anno dopo la vendemmia. La Riserva affina almeno 36 mesi, sempre con 12 in botte, ed esce dal primo novembre del terzo anno.
Un Nebbiolo di montagna
Rispetto ai Nebbiolo delle Langhe, il Carema è più sottile e verticale: il colore è un granato chiaro, i profumi sono di rosa, lampone, erbe di montagna e spezie, l'acidità è alta e il tannino fine. Con l'affinamento sviluppa note di sottobosco, tabacco e liquirizia, e può evolvere in bottiglia per molti anni.
La fama del Carema si deve in parte anche alla presenza nel territorio della Olivetti, che spesso distribuiva bottiglie di questo vino come omaggio a clienti e fornitori, facendolo conoscere in Italia e all'estero.
A tavola
Accompagna la cucina di montagna: la polenta con il formaggio, la carbonade, la selvaggina, i funghi, i formaggi d'alpeggio stagionati come la toma e la fontina. Il Carema confina con la DOC Canavese, che comprende anche altri Nebbiolo della zona; più a est, nell'Alto Piemonte, si trova il Gattinara.
