La DOC Penisola Sorrentina è una denominazione della città metropolitana di Napoli, in Campania. È stata riconosciuta con il decreto del 3 ottobre 1994. Conta circa 50 ettari, per una produzione di 2.960 ettolitri.
Dai Greci alla «trafica del vino»
La vite sulle pendici dei Monti Lattari risale molto probabilmente ai Greci, che insegnarono le tecniche di coltivazione agli Osci, gli antichi abitanti della zona. Anche in epoca romana il vino di qui aveva grandi estimatori, come mostrano i torchi, i grandi dolia seminterrati dove fermentava l'uva pigiata e le anfore adatte al trasporto per mare. Fino a metà Novecento, fra i commercianti napoletani e i massari di Gragnano, si teneva la «trafica del vino»: il vino novello veniva comprato e portato a Napoli nelle botti, su grandi carri chiamati traìni, non prima di pranzi sull'aia e balli al suono di flauti e tammorre.
Bianco, Rosso e le sottozone
Il Bianco nasce per almeno il 60% da Biancolella, Falanghina e Greco, con almeno il 40% di Falanghina. Il Rosso nasce per almeno il 60% da Aglianico, Piedirosso, che qui si chiama Pèr 'e Palummo, e Sciascinoso, detto Olivella, con almeno il 40% di Piedirosso. Il Rosso può essere anche frizzante. Le sottozone sono tre: Gragnano e Lettere, solo per il Rosso frizzante, e Sorrento, per il Bianco e il Rosso fermo. La gradazione minima è del 10%.
