La vite cresce sul Vesuvio da epoca romana, su sabbie e lapilli che drenano l'acqua e tengono lontana la fillossera: molte viti sono ancora franche di piede. La denominazione, riconosciuta nel 1983, comprende una quindicina di comuni attorno al vulcano, in provincia di Napoli, da Ercolano e Torre del Greco fino a Ottaviano, Somma Vesuviana e Terzigno.
Il Bianco nasce da Coda di Volpe e Verdeca, con Falanghina e Greco a completare; il Rosso e il Rosato da Piedirosso e Sciascinoso, con una quota di Aglianico. Il disciplinare prevede anche lo spumante e il liquoroso. La menzione Lacryma Christi del Vesuvio, legata alla leggenda delle lacrime di Cristo cadute sul golfo, è riservata ai vini con gradazione più alta e identifica le bottiglie più conosciute della zona.
I bianchi sono sapidi e minerali, con profumi di ginestra e frutta gialla; i rossi hanno colore rubino chiaro, note di ciliegia, viola e pepe, tannino leggero. Sono vini da pizza e da cucina napoletana: friarielli, pesce del golfo, formaggi freschi.







