Denominazione di Origine Controllata e Garantita · Campania

Taurasi DOCG

Il grande rosso della Campania: Aglianico coltivato in diciassette comuni dell'Irpinia, in provincia di Avellino. DOC nel 1970 e prima DOCG del Sud Italia per un vino rosso, nel 1993.

Taurasi: territorio e storia

Taurasi è un paese dell'Irpinia orientale, sulle colline che scendono verso il fiume Calore, e dà il nome a una denominazione che comprende diciassette comuni della provincia di Avellino. I vigneti stanno fra i 300 e i 700 metri, su terreni argillosi e vulcanici, in una zona dagli inverni freddi che fa maturare l'Aglianico tardi, spesso a novembre. Il vino è stato riconosciuto DOC nel 1970 e nel 1993 è diventato il primo rosso DOCG del Mezzogiorno.

Il disciplinare chiede almeno l'85% di Aglianico, con il resto da altre uve rosse locali. L'affinamento minimo è di tre anni dalla vendemmia, di cui uno in legno; la Riserva ne richiede quattro, con diciotto mesi in legno. La gradazione minima è 12 gradi, 12,5 per la Riserva.

È un vino di grande struttura, con colore rubino che vira al granato, profumi di amarena, prugna, liquirizia e note fumé, tannino fitto e acidità viva che ne allungano la vita per decenni. Vuole piatti importanti: brasati, agnello, cacciagione, formaggi stagionati.

Taurasi DOCG in sintesi

Tipo
DOCG — Denominazione di Origine Controllata e Garantita
Regione
Campania
Riconoscimento
1970
DOCG dal
1993
Vitigni
Aglianico
Tipologie
Rosso, Riserva
Gradazione minima
12% vol
Superficie vitata
472 ha
Produzione
6.370 hl
Zona di produzione
Provincia di Avellino

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Cantine che producono Taurasi

Taurasi: domande frequenti

Di quale uva è fatto il Taurasi?
Aglianico, almeno all'85%; il resto può venire da altri vitigni rossi della zona.
Quanto deve invecchiare il Taurasi?
Almeno tre anni dalla vendemmia, di cui uno in legno; la Riserva quattro anni con diciotto mesi in legno.
Perché il Taurasi è chiamato il Barolo del Sud?
Per la struttura tannica, l'acidità e la capacità di invecchiare a lungo, caratteri che l'Aglianico irpino condivide con il Nebbiolo delle Langhe.