L'Irpinia è la parte interna della Campania, un altopiano collinare e montuoso dove la vite cresce fra i 300 e i 700 metri, con inverni freddi e forti sbalzi di temperatura. La denominazione, elevata da IGT a DOC nel 2005, copre l'intero territorio della provincia di Avellino e funziona come cappello per i vini che stanno fuori dalle tre DOCG irpine: Taurasi, Fiano di Avellino e Greco di Tufo.
Il disciplinare prevede molte tipologie. Fra i bianchi il Fiano, il Greco, la Falanghina e la Coda di Volpe in purezza almeno all'85%, oltre al Bianco da Fiano e Greco; fra i rossi l'Aglianico, il Piedirosso e lo Sciascinoso, il Rosato, il Passito, il Liquoroso e lo spumante metodo classico. La sottozona Campi Taurasini è riservata all'Aglianico prodotto nei comuni intorno a Taurasi, con circa un anno di affinamento.
I bianchi irpini si distinguono per acidità e sapidità, con note di frutta a polpa bianca, fiori e una vena minerale; i rossi da Aglianico hanno tannino deciso e profumi di ciliegia nera e spezie. In tavola stanno bene con la cucina del territorio: baccalà, formaggi di latte vaccino, agnello e castagne.











