CRONACA DEL VINO
  • 20 MARZO 2026
  • 3 min
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Vinitaly, la piattaforma strategica per il vino italiano a livello internazionale

Si è conclusa la 57ª edizione di Vinitaly 2025, la fiera internazionale dedicata a vini e distillati svoltasi a Verona dal 6 al 9 aprile. Nonostante il numero stabile delle presenze complessive – 97.000 come per l’edizione precedente, il dato è da co...

Alessandro Genova

by Alessandro Genova
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Vinitaly, la piattaforma strategica per il vino italiano a livello internazionale

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Si è conclusa la 57ª edizione di Vinitaly 2025, la fiera internazionale dedicata a vini e distillati svoltasi a Verona dal 6 al 9 aprile. Nonostante il numero stabile delle presenze complessive – 97.000 come per l’edizione precedente, il dato è da considerarsi positivo, tanto da sottolineare il successo dell'evento, visto l’attuale instabilità del contesto internazionale. Vinitaly si conferma come la piattaforma strategica per il vino italiano a livello internazionale, fondamentale volano che facilita il fronteggiare le nuove sfide globali, come i dazi USA e le pressioni sanitarie sul consumo di alcol.

Numeri e partecipazione

Vediamo alcuni numeri. Come detto sono state 97.000 le presenze complessive, con un incremento della partecipazione estera del 33% sul totale, con la partecipazione di oltre 32.000 buyer da più di 130 nazioni (+7%). Si è registrato un incremento di buyer dai principali mercati target, con particolare riferimento agli Stati Uniti (+5%), alla Germania (+5%) e alla Gran Bretagna (+30%). In crescita anche la partecipazione da Francia, Belgio, Olanda e Giappone. In controtendenza, si è registrata una flessione dalla Cina (-20%). Anche Vinitaly and the City, l’evento fuori salone dedicato agli appassionati nel centro storico di Verona è stato un grande successo, con oltre 50.000 biglietti di degustazioni venduti.

La presenza di due Commissari Europei – per l'Agricoltura, Janusz Wojciechowski e per la Salute e il Benessere degli Animali, Olivér Várhelyi – una novità storica per il salone e di vari ministri italiani ha fornito un segnale forte a supporto della filiera vitivinicola nazionale. Le istituzioni si sono impegnate a difendere il prodotto italiano dalle pressioni protezionistiche e dalle campagne sanitarie aggressive, come quelle promosse dall'OMS. Per quanto riguarda il mercato USA, nonostante le preoccupazioni per i dazi al 15% ipotizzati su alcuni prodotti agroalimentari, il messaggio generale è stato di "niente panico". È stata infatti confermata la seconda edizione di Vinitaly USA a Chicago per ottobre 2025, con l'obiettivo di consolidare il legame con i consumatori americani, che generano un indotto da oltre 10 miliardi di dollari all'anno a beneficio del vino italiano.

Tra i trend del momento, l'attenzione alla sostenibilità e alla viticoltura biologica è stata altissima, con l’evidenziazione di moltissime aziende che investono in pratiche agronomiche e di cantina del tutto eco-compatibili. Per la prima volta, un focus specifico è stato dedicato al comparto dei cosiddetti vini "No-Low" (senza o dal contenuto contenuto alcolico), intercettando una tendenza di mercato in evoluzione.

In definitiva, è stato rimarcato come il settore vitivinicolo produca un contributo economico complessivo di oltre 45 miliardi di euro all'anno per l'Italia, pari all'1,1% del PIL nazionale.

Appuntamento a Verona con la 58ª edizione del Vinitaly dal 12 al 15 aprile 2026.

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