L’antica Roma, l’etichetta ed il profumo
L’etichetta del Moio 57 è davvero elegante, scura con un grosso 57 color oro al quale viene sovrapposta una risaltante scritta bianca MOIO, il cui font a dire il vero non mi è molto gradito! Già alla vista si percepisce un gusto che sarà certamente forte ed intenso. La gradazione è di 14,5 come si nota già dall’aroma avvolgente che trasmette una raffinata nota fruttata,  una frutta matura e intensa, non so se suggestionato da quanto letto a riguardo, ma socchiudendo gli occhi sembra quasi di essere nell’antica Roma. Con l'ossigenazione (consiglio di aprire la bottiglia almeno 30 minuti prima del consumo) il vino si apre a profumi di evoluzone come tabacco e goudron.



Moio 57: l’elisir della forza
Sorseggiandolo lentamente un gusto intenso inebria il palato e la bocca intera e lascia chi lo degusta soddisfatto dell’acquisto ed orgoglioso di sapere che si tratta di un vino italiano.
In bocca è persistente, morbido con l’alcool che quasi non si sente ma c’è, e come se c’è . Sapido e con tannini  piacevoli .
Il sapore rispecchia il carattere di Michele, gestore della cantina, persona dal carattere forte ed energico, e mi piace pensare che quello sia il suo vino preferito tra quelli che produce!
Un vino forte in tutti i sensi, come i centurioni, un nettare che “sporca” il bicchiere e lo lascia con una patina semitrasparente rossa, è il caso di dire : un vino che lascia li segno.
Sicuramente consigliato l’acquisto vuoi per il prodotto, vuoi per il costo irrisorio (in rapporto con la qualità) che varia tra i 7 ed i 15 euro in enoteca.



Con i cibi
I romani lo bevevano con miele ed essenze, è ideale se accompagnato da taglieri di salumi e formaggi stagionati e speziati.
Ma con la carne alla brace si esprime al meglio, Io ho fatto ancora una volta onore all’Italia bevendo questo vino campano accompagnato da una magnifica bistecca alla brace.
L’alcool e il tannino del vino asciugano perfettamente la succulenza della la bistecca che lascia in bocca, cosi da essere pronti al boccone successivo, le note fruttate bilanciano l’amarognolo delle bruciature della brace, e inoltre i sapori rustici del vino si accordano con la gusto selvaggio della carne.

Voto del Sommelier per rapporto Qualità/Prezzo

 
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