La Vernaccia di Oristano nasce nella provincia di Oristano, sulla costa centro-occidentale della Sardegna. È un vino bianco fuori dagli schemi: si fa con la sola uva Vernaccia di Oristano, ha almeno il 15% di alcol e passa anni in botte prima di essere messo in commercio. La DOC è del 1971. Oggi è una produzione piccola, circa 22 ettari di vigneto per 335 ettolitri.
Gli anni in botte
Il disciplinare prevede quattro versioni, tutte da Vernaccia di Oristano in purezza. Il Bianco affina almeno 29 mesi, di cui due anni in botte, e non esce prima del primo marzo del terzo anno dopo la vendemmia. Il Superiore resta almeno tre anni in botte, il Riserva almeno quattro, ed escono rispettivamente dal primo marzo del quarto e del quinto anno. Il Liquoroso, secco o dolce, è la versione fortificata.
Nel bicchiere è ambrato, con profumi di mandorla tostata, frutta secca, miele e note ossidative; in bocca è secco, caldo, con un finale lungo e un caratteristico ritorno amarognolo di mandorla.
Una storia lunga
Il nome viene dal latino vernacula, «del luogo», e la prima testimonianza scritta risale al 1327, nel Breve di Villa di Chiesa, un libro di leggi conservato a Iglesias. Nel periodo giudicale la Carta de Logu, voluta da Eleonora d'Arborea, impose di piantare viti nei terreni incolti e fissò leggi severe per proteggerle. Alla fine dell'Ottocento la fillossera distrusse anche questi vigneti, poi ripiantati su piede americano. Nel dopoguerra la produzione riprese, molti produttori si riunirono in cooperativa e ottennero il disciplinare. Negli anni Novanta seguì un forte calo, legato agli incentivi europei per l'estirpazione dei vigneti e ai costi di un vino che deve restare in cantina per anni.
A tavola
Secco e profondo, è un vino da meditazione e da aperitivo, accanto a mandorle tostate e bottarga. Accompagna anche pesce affumicato, formaggi stagionati e i dolci sardi alle mandorle. Nella stessa provincia si producono i vini della DOC Arborea, e su tutta l'isola il Vermentino di Sardegna.

