La Val d'Orcia è il paesaggio toscano delle cartoline: colline di grano, filari di cipressi, borghi come Pienza e San Quirico d'Orcia. Si trova nel sud della provincia di Siena, fra due zone di vino celebri, Montalcino e Montepulciano. La DOC Orcia, riconosciuta nel 2000, comprende per intero i comuni di Castiglione d'Orcia, Pienza, Radicofani, San Giovanni d'Asso, San Quirico d'Orcia, Buonconvento e Trequanda, e parte di altri sei, fra cui Montalcino e Chianciano. È piccola: circa 117 ettari e 2.000 ettolitri.
Il Sangiovese della valle
La tipologia più rappresentativa è l'Orcia Sangiovese, con almeno il 90% di Sangiovese e piccole aggiunte di vitigni toscani come Canaiolo Nero, Ciliegiolo, Colorino, Foglia Tonda, Malvasia Nera e Pugnitello. Il Sangiovese Riserva affina almeno 30 mesi, di cui 24 in botte. Il Rosso chiede almeno il 60% di Sangiovese; il Rosso Riserva affina almeno due anni, di cui 12 mesi in botte.
Nel bicchiere il Sangiovese d'Orcia ha colore rubino, profumi di ciliegia, viola, erbe aromatiche e spezie, e un tannino vivace. Rispetto ai grandi vicini è spesso più immediato, ma le Riserve reggono bene il tempo.
Bianchi, rosati e Vin Santo
Il Bianco chiede almeno il 50% di Trebbiano Toscano, il Rosato almeno il 60% di Sangiovese. Il Vin Santo, da almeno il 50% di Malvasia Bianca Lunga e Trebbiano, affina almeno 34 mesi, di cui i primi 18 in botte. La gradazione minima della denominazione è dell'11%; Bianco, Rosato e Rosso escono dal primo marzo dopo la vendemmia.
A tavola
I vini dell'Orcia accompagnano la cucina della valle: pici all'aglione, zuppe di legumi, pecorino di Pienza, carni alla brace e cacciagione. Il Vin Santo si serve con i cantucci. A pochi chilometri si trovano il Brunello di Montalcino e il Rosso di Montalcino, nella stessa Toscana del Sangiovese.

