Il Bolgheri Sassicaia è un caso unico nel vino italiano: una DOC che si può produrre solo in una tenuta, la Tenuta San Guido dei marchesi Incisa della Rocchetta, a Bolgheri, nella Maremma livornese. Nata nel 1994 come sottozona della DOC Bolgheri, è diventata una denominazione autonoma nel 2013. I vigneti coprono circa 80 ettari, per una produzione di 3.310 ettolitri. Il nome viene da «sassi»: i terreni sono ricchi di ciottoli e ghiaia.
Come nacque il Sassicaia
Intorno agli anni quaranta il marchese Mario Incisa della Rocchetta, appassionato di vini francesi, portò alcune barbatelle di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc dalla tenuta dei duchi Salviati a Migliarino. Aveva notato una somiglianza fra i suoli ghiaiosi di Bolgheri e quelli delle Graves, a Bordeaux. Le piantò nella Tenuta San Guido, e nel 1944 ottenne le prime bottiglie. Per anni il vino rimase a uso della famiglia, in un'epoca che in Toscana premiava la quantità più della qualità. La prima annata messa in commercio fu il 1968.
Le regole
Il disciplinare chiede almeno l'80% di Cabernet Sauvignon, con altre uve rosse a completare, di solito Cabernet Franc. La gradazione minima è del 12%. Il vino affina almeno due anni, di cui 18 mesi in barrique, e non esce prima del primo gennaio del secondo anno dopo la vendemmia. Esiste una sola tipologia: il Rosso.
Nel bicchiere il Sassicaia è rosso rubino profondo, con profumi di ribes nero, mora, cedro, grafite, erbe mediterranee e spezie; il tannino è fine e serrato, l'acidità viva, la struttura costruita per durare decenni. È considerato il capostipite dei cosiddetti Supertuscan.
A tavola
È indicato con la cacciagione e i piatti dal sapore intenso, in particolare il piccione arrosto, i filetti alla bordolese e i formaggi decisi. Un abbinamento semplice e classico: noci e funghi porcini crudi, conditi con poche gocce d'olio e qualche erba aromatica. Per conoscere il resto del territorio, la DOC Bolgheri raccoglie gli altri vini della costa.

