L'Offida è la denominazione di punta del Piceno, la parte meridionale delle Marche tra Ascoli e il mare. Nata come DOC nel 2001 e promossa a DOCG nel 2011, prende il nome da un borgo collinare in provincia di Ascoli Piceno e conta oggi circa 513 ettari di vigneto, per una produzione di 17.700 ettolitri.
Tre vini, tre vitigni
A differenza di molte denominazioni, l'Offida non è un vino solo ma tre, ciascuno con il suo vitigno dominante, che deve arrivare almeno all'85%. Il Pecorino dà un bianco sapido e strutturato, con note di erbe e agrumi; la Passerina un bianco più fresco e floreale; il Montepulciano un rosso pieno e speziato. La gradazione minima è dell'11,5%.
I bianchi escono presto, dal primo marzo dopo la vendemmia, con pochi mesi di affinamento. Il Rosso invece affina almeno 24 mesi, di cui 12 in legno e tre in bottiglia, e non esce prima del primo novembre del secondo anno.
Dalle colline al mare
Per Pecorino e Passerina la zona comprende per intero comuni come Offida, Acquaviva Picena, Castignano, Cossignano, Ripatransone e Montefiore dell'Aso, una parte di Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Grottammare e Cupra Marittima, e tre comuni della provincia di Fermo: Campofilone, Pedaso e Petritoli. Per il Rosso l'area è più ristretta e resta nel cuore collinare dell'Ascolano. La denominazione confina e in parte si sovrappone con il Rosso Piceno, l'altro grande rosso della zona.
Una zonazione all'origine
Alla base della denominazione c'è uno studio di zonazione promosso dall'associazione di produttori Vinea insieme all'Università di Milano, per verificare quanto Passerina, Pecorino e Montepulciano fossero adatti all'ambiente piceno. Il risultato ha dato alle Marche del sud una DOCG capace di affiancare, sul fronte dei bianchi, il Verdicchio dei Castelli di Jesi.




