Nettuno e Anzio si affacciano sul Tirreno a sud di Roma, sulla costa del Lazio che guarda verso il Circeo. Qui la vite cresce su terreni sabbiosi, a pochi passi dal mare, con brezze costanti e un clima mite. La denominazione Nettuno, riconosciuta nel 2003, comprende le aree vitate dei due comuni, in provincia di Roma. È una delle DOC più piccole della regione: circa 12 ettari, per una produzione di 550 ettolitri.
Il Cacchione
Il vitigno che dà identità alla zona è il Bellone, che sulla costa di Nettuno chiamano Cacchione. È un'antica uva bianca laziale, produttiva e rustica, che sui suoli sabbiosi dà vini sapidi e profumati. Il Nettuno Bellone, o Cacchione, chiede almeno l'85% del vitigno. Il Nettuno Bianco lo usa dal 30 al 70%, insieme al Trebbiano Toscano, dal 30 al 50%. Entrambi possono essere anche frizzanti.
Rossi e rosati
Il Rosso unisce Merlot, dal 30 al 70%, e Sangiovese, dal 30 al 50%; esiste anche in versione Novello. Il Rosato chiede almeno il 40% di Sangiovese e il 40% di Trebbiano, e può essere frizzante. La gradazione minima è dell'11% e il disciplinare non fissa affinamenti minimi: sono vini da bere giovani, nell'anno o due dalla vendemmia.
Il Bellone di Nettuno ha colore giallo paglierino, profumi di fiori bianchi, agrumi e frutta gialla, una nota salmastra e una buona freschezza. Il Rosso è morbido e fruttato, il Rosato fresco e leggero.
Il vino della costa
Sono vini nati per la cucina di mare del litorale: frittura di paranza, alici marinate, spaghetti alle telline, zuppa di pesce, carciofi alla romana. Per chi conosce il vino laziale soprattutto attraverso i Castelli Romani o il Cesanese del Piglio, il Nettuno mostra il volto marino della regione.


