Gioia del Colle è una cittadina della Murgia barese, l'altopiano calcareo che separa l'Adriatico dallo Ionio. Qui il Primitivo cresce in collina, su suoli rossi e sassosi, con escursioni termiche più ampie rispetto alla pianura salentina: ne nascono rossi potenti ma con più freschezza. La DOC, riconosciuta nel 1987, copre la città metropolitana di Bari, con circa 123 ettari e 4.200 ettolitri.
Primitivo in purezza
La tipologia più importante è il Gioia del Colle Primitivo, fatto con Primitivo al 100%. Esiste anche il Riserva, che affina almeno due anni e non esce prima del primo novembre del secondo anno dopo la vendemmia. La gradazione minima della denominazione è del 10,5%, ma il Primitivo di collina raggiunge facilmente gradazioni ben più alte.
Nel bicchiere è rosso rubino profondo, con profumi di prugna, amarena, mora, fichi secchi, spezie dolci e macchia mediterranea; il corpo è pieno, il tannino morbido, l'alcol generoso, bilanciato da una buona acidità.
Le altre tipologie
Il Rosso e il Rosato uniscono dal 50 al 60% di Primitivo e dal 40 al 50% di Malvasia Nera, Montepulciano, Negroamaro e Sangiovese, con la Malvasia Nera al massimo al 10%. Il Bianco chiede dal 50 al 70% di Trebbiano Toscano. Ci sono poi due vini dolci da almeno l'85% di Aleatico, un vitigno aromatico: l'Aleatico Dolce e l'Aleatico Liquoroso Dolce, anche in versione Riserva, che affina almeno due anni, di cui uno in botte.
A tavola
Il Primitivo accompagna la cucina della Murgia: carne di agnello e capretto alla brace, bombette, braciole al sugo, orecchiette con ragù e formaggi stagionati come il canestrato pugliese. L'Aleatico è un vino da dolci di mandorla e da cioccolato fondente. Nella stessa Puglia, verso Taranto, il Primitivo ha l'altra sua grande denominazione: Primitivo di Manduria.

