VINI ROSSI
  • 8 APRILE 2015
  • 2 min
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Pino di Stio 2011: si può fare un grande Pinot Nero al sud?

"Tu che sei un estimatore di Cantina San Salvatore, non hai ancora bevuto il Pinot Nero?" "Perché si sono messi a fare anche quello?" "Si, IO lo sono andato a bere in cantina da loro!" Non potevo resistere a questa provocazione! Il Pinot Nero no...

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Redazione Wine at Wine

Pino di Stio 2011: si può fare un grande Pinot Nero al sud?

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"Tu che sei un estimatore di Cantina San Salvatore, non hai ancora bevuto il Pinot Nero?"

"Perché si sono messi a fare anche quello?"

"Si, IO lo sono andato a bere in cantina da loro!"

Non potevo resistere a questa provocazione!

Il Pinot Nero non è certo un vitigno campano, metterlo lì nella terra dell’aglianico potrebbe essere una semplice scelta commerciale, come hanno fatto tanti altri con i vitigni internazionali; ma non San Salvatore, loro quando si muovono fanno le cose con cura, ci mettono impegno e sono dei perfezionisti; non sarà il solito Pinot del Sud.

Il vino si chiama Pino di Stio, Stio è la località dove hanno i vitigni di Fiano dai quali nasce l’eccellente fiano Pian di Stio, sono i vitigni più alti dell’azienda, ecco la prima scelta intelligente. Lì l’escursione termica è molto interessante… a 550 metri sul lovello del mare ed esposizione a sud/sud-ovest. Il terreno è argilloso e calcareo.

Pino di Stio, solo 1500 bottiglie, una chiara scelta di posizionamento volta a dare un tono di esclusività e ricercatezza giustificando anche il prezzo, circa 40 euro.

Pino di Stio, un gioco di parole. Pino è il vulcanico Peppino Pagano, albergatore di successo della costa di Paestum e founder dell’azienda; uno a cui piace fare le cose per bene; ora chiamatelo Pino..t.

Consulenza di Riccardo Cotarella, la cosa si fa ancora più interessante.

Lavorazione su pianta e vendemmia a mano, resa per ceppo di cinquecento grammi, affinamento in barriques di secondo e terzo passaggio per 12 mesi e successivi 18 in bottiglia.

Ora bando alle ciance! Si degusta. Nel calice Pino di Stio, I.G.P. Paestum Rosso 2011, Pinot Nero in purezza. Colore rosso rubino carico con unghia granata; al naso c’è molto da distinguere: frutti rossi, amarena, cioccolato, profumi di affumicato, sentori di sottobosco, si avverte anche un tocco marsalato, tabacco, e pepe. Al palato il tannino è importante e si fa sentire, ma allo stesso tempo è fine ed elegante, ha una buona acidità ed una struttura molto equilibrata.

Siamo di fronte ad un grande Pino; anzi forse a due!

Un’altra scommessa vinta da questa bellissima realtà.

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