Nizza Monferrato è il cuore della zona della Barbera: da secoli le colline attorno al paese, nel sud-est della provincia di Asti, sono il luogo d'elezione del vitigno e un importante mercato del vino piemontese. Per valorizzare questa tradizione, la sottozona Nizza della Barbera d'Asti è diventata nel 2014 una DOCG autonoma, chiamata semplicemente Nizza. I vigneti coprono circa 283 ettari, per una produzione di 7.875 ettolitri.
La zona
La denominazione comprende per intero diciotto comuni: Agliano Terme, Belveglio, Bruno, Calamandrana, Castel Boglione, Castelnuovo Belbo, Castelnuovo Calcea, Castel Rocchero, Cortiglione, Incisa Scapaccino, Moasca, Mombaruzzo, Mombercelli, Nizza Monferrato, Rocchetta Palafea, San Marzano Oliveto, Vaglio Serra e Vinchio. Sono colline di marne e sabbie, con le vigne migliori esposte a sud.
Regole severe
Il Nizza si fa con Barbera al 100%. La gradazione minima è del 13%, più alta di quella della Barbera d'Asti. Il vino affina almeno 18 mesi, di cui 6 in botte, e non esce prima del primo luglio del secondo anno dopo la vendemmia; il Riserva affina almeno 30 mesi, di cui 12 in botte.
Nel bicchiere il Nizza è rosso rubino intenso con riflessi violacei, con profumi di ciliegia nera, prugna, mora, spezie dolci e, con il tempo, cacao e tabacco. La Barbera conserva la sua acidità vivace, che dà freschezza a un vino di corpo pieno e tannino morbido.
Una tradizione antica
Una lettera del 1609 racconta che il duca di Mantova aveva mandato i suoi assaggiatori in questa zona: un segno di quanto il vino dei dintorni di Nizza fosse già apprezzato. A tavola il Nizza accompagna agnolotti al sugo d'arrosto, brasato al vino, bollito misto, finanziera, selvaggina e formaggi stagionati come il Castelmagno. Le stesse colline del Piemonte fanno parte anche della DOC Monferrato.

