La DOC Colli di Luni è una denominazione interregionale: copre le colline della bassa val di Magra, fra la provincia della Spezia in Liguria e quella di Massa-Carrara in Toscana. Prende il nome dall'antica città romana di Luni. È stata riconosciuta con il decreto del 14 giugno 1989, e conta circa 162 ettari per una produzione di 10.440 ettolitri.
Una fama antica
Già Plinio il Vecchio scriveva del vino prodotto in questa zona: «Il vino di Luni ha la palma fra quelli dell'Etruria» (XVI, 6, 68). La viticoltura della zona è da sempre legata al Vermentino, e si consolida a partire dal XVIII secolo, con un commercio fiorente verso le città che allora crescevano rapidamente.
I bianchi
Il Vermentino richiede almeno il 90% del vitigno e può essere anche Superiore. È un bianco di colore paglierino, con profumi di fiori bianchi, erbe mediterranee, agrumi e pesca, e un finale sapido e leggermente amarognolo. Accanto c'è l'Albarola, un vitigno locale, con almeno l'85%: un bianco più leggero e delicato. Il Bianco unisce almeno il 35% di Vermentino, dal 25 al 40% di Trebbiano e altre uve bianche fino al 30%.
I rossi
Il Rosso si fa con almeno il 50% di Sangiovese e altre uve rosse per il resto; può diventare Riserva, con almeno due anni di affinamento e uscita dal primo novembre del secondo anno dopo la vendemmia. È un rosso di corpo medio, con profumi di ciliegia e spezie. La gradazione minima della denominazione è dell'11%.
Il Vermentino accompagna le acciughe, le trofie al pesto, la farinata, i frutti di mare e il pesce al forno; l'Albarola gli antipasti di mare; il Rosso i salumi, la torta di verdure e le carni bianche, la Riserva gli arrosti. Altre due terre del Vermentino sono la Sardegna, con il Vermentino di Sardegna, e la costa toscana della Maremma.
