Il Frascati è il vino bianco di Roma per eccellenza. Nasce sul versante settentrionale dei Colli Albani, a pochi chilometri dalla capitale: la zona comprende per intero i comuni di Frascati, Grottaferrata e Monte Porzio Catone, e parte di quelli di Roma e Monte Compatri. È una delle prime DOC italiane, riconosciuta nel 1966. I vigneti coprono circa 447 ettari, per una produzione di 36.000 ettolitri.
Terra di vulcani
I suoli sono di origine vulcanica, formati nel corso di centinaia di migliaia di anni dall'attività del cosiddetto Vulcano Laziale: strati di ceneri e lapilli, pozzolane sabbiose e permeabili, che qui chiamano «terrinelle», e tufi più compatti, i «cappellacci». Sono terreni che danno ai bianchi freschezza, sapidità e una piacevole nota minerale.
Le regole
Il disciplinare chiede almeno il 70% di Malvasia Bianca di Candia e Malvasia del Lazio, la Malvasia Puntinata. Il resto può venire da Bellone, Bombino Bianco, Greco e Trebbiano, fino al 30%, e da altre uve bianche fino al 15%. La gradazione minima è dell'11% e non ci sono tempi minimi di affinamento. Il Frascati può essere secco o amabile; c'è anche lo Spumante, con le stesse uve.
Dal 2011 le due versioni più ambiziose sono DOCG autonome: il Frascati Superiore e il Cannellino di Frascati, il bianco dolce. Il Frascati DOC resta il bianco quotidiano, profumato di fiori bianchi, mela, mandorla e agrumi, da bere giovane.
A tavola
Il Frascati si accompagna agli antipasti, alle minestre, ai primi piatti, ai secondi di pesce e alle carni bianche, ai formaggi di media stagionatura, ed è un ottimo aperitivo. È il vino delle fraschette e delle osterie romane, perfetto con carciofi, fave e pecorino, pasta cacio e pepe e saltimbocca. Per gli altri vini della zona c'è la DOC Castelli Romani, che raccoglie i vini dei Colli Albani.

