Il Teroldego Rotaliano DOC è la denominazione del Teroldego nella sua terra d'origine, il Campo Rotaliano, in Trentino. La zona comprende i comuni di Mezzocorona e Mezzolombardo e la frazione Grumo di San Michele all'Adige, nella piana alluvionale che il Noce forma prima di confluire nell'Adige. È stata riconosciuta con il decreto del 18 febbraio 1971, fra le prime DOC del Trentino. I vigneti sono circa 438 ettari, per una produzione di circa 29.900 ettolitri.
Le tipologie
Il disciplinare chiede Teroldego in purezza. Prevede il Rosso, detto anche Rubino, il Rosato, detto anche Kretzer, e il Superiore, che può diventare Riserva con almeno due anni di affinamento. La gradazione minima è dell'11,5%.
Il carattere
Secondo il disciplinare il Rosso ha colore rubino che con l'età tende al mattone, profumo fruttato e intenso, sapore asciutto, sapido e leggermente amarognolo, con una lieve trama tannica. Il Rosato è rosato tendente al granato, fruttato al naso. Il nome della piana è stato aggiunto a quello del vitigno proprio per legare il vino al suo territorio: ghiaie e sabbie che drenano bene, riparate dalle montagne, dove il Teroldego dà rossi più fitti che altrove.
A tavola
Il Rosso giovane accompagna la carne salada, la lucanica e i primi al ragù; il Superiore e la Riserva la selvaggina, gli arrosti e i formaggi stagionati. Il Rosato è adatto ai salumi e al pesce d'acqua dolce. Dalla stessa famiglia viene il Lagrein, figlio del Teroldego, che si coltiva più a nord, intorno a Bolzano.