Indicazione Geografica Tipica · Abruzzo

Terre di Chieti IGT

L'indicazione geografica storica della provincia di Chieti, il cuore vitivinicolo dell'Abruzzo: Pecorino, Passerina, Cococciola e molti altri vitigni. Nata nel 1995, è confluita nell'IGP Terre Abruzzesi ed è stata cancellata nel 2026.

Terre di Chieti: territorio e storia

La provincia di Chieti è la parte dell'Abruzzo dove si concentra la maggior parte delle vigne della regione: colline che scendono dalla Maiella verso l'Adriatico, coperte di tendoni e filari. Per quasi trent'anni i vini della zona che non rientravano nelle DOC hanno usato l'indicazione geografica tipica Terre di Chieti, nata nel 1995. Era una IGT importante anche per i numeri: circa 2.263 ettari di vigneto e una produzione di 222.100 ettolitri.

Una IGT confluita nella regione

Con la nascita nel 2024 dell'IGP regionale Terre Abruzzesi, l'indicazione Terre di Chieti è stata di fatto assorbita, e nel 2026 è stata cancellata ufficialmente. Le bottiglie delle annate passate restano in commercio e nelle cantine, ed è per questo che il nome si incontra ancora spesso: sulle etichette nuove si trova invece Terre Abruzzesi. Questa scheda racconta come era costruita la denominazione.

Molti vitigni, molte libertà

Bianco, Rosato e Rosso potevano usare in qualsiasi proporzione le uve ammesse in Abruzzo, anche in versione frizzante. Con il nome del vitigno in etichetta serviva almeno l'85% di quell'uva. Fra i bianchi spiccavano gli autoctoni abruzzesi: Pecorino, Passerina, Cococciola, Montonico e Trebbiano, accanto a Falanghina, Fiano, Chardonnay e altri. Fra i rossi c'erano Sangiovese, Merlot, Cabernet, Syrah, Primitivo e altri ancora. Erano ammessi anche i vini con due vitigni in etichetta, il primo dal 50 all'85% e il secondo dal 15 al 50%, oltre a Novello, Bianco Passito e Rosso Passito. La gradazione minima era del 10%.

La Cococciola e la Passerina, in particolare, hanno trovato nella IGT uno spazio per farsi conoscere: bianchi freschi, agrumati, da bere giovani.

Dove andare oltre

Per i vini più rappresentativi della provincia bisogna guardare alle DOC regionali: il Montepulciano d'Abruzzo per i rossi, il Trebbiano d'Abruzzo per i bianchi e il Cerasuolo d'Abruzzo per i rosati.

Terre di Chieti IGT in sintesi

Tipo
IGT — Indicazione Geografica Tipica
Regione
Abruzzo
Riconoscimento
1995
Tipologie
Bianco, Varietals, Dual varietals, Rosato, Novello, Rosso, Cabernet, Bianco Passito, Rosso Passito
Gradazione minima
10% vol
Superficie vitata
2.263 ha
Produzione
222.100 hl

Terre di Chieti: articoli e degustazioni

Terre di Chieti: domande frequenti

Terre di Chieti IGT esiste ancora?
No: è stata assorbita dall'IGP regionale Terre Abruzzesi, nata nel 2024, e cancellata ufficialmente nel 2026. Le bottiglie delle annate passate restano in commercio.
Quali vitigni si trovavano in etichetta?
Fra i bianchi Pecorino, Passerina, Cococciola, Montonico, Trebbiano, Falanghina, Fiano e Chardonnay; fra i rossi Sangiovese, Merlot, Cabernet, Syrah, Primitivo e altri, con almeno l'85% del vitigno indicato.
Che differenza c'era con il Montepulciano d'Abruzzo DOC?
La DOC ha regole più strette e un vitigno preciso; la IGT permetteva molte uve e non fissava affinamenti minimi.