Toolbar
24 Ago 2013

Film: Il profumo del mosto selvatico (1995)

Il cast e la trama
Il film è un remake di Quattro passi fra le nuvole del 1942 di Alessandro Blasetti, tra i protagonisti spiccano Keanu Reaves, Giancarlo Giannini ed un grande Anthony Quinn
Reduce della seconda guerra mondiale, Paul Sutton (ReevesReeves), un ex rappresentante di cioccolatini, cerca di ricucire il rapporto con la moglie (Aragon), abbandonata cinque anni prima, ma durante le sue trasferte accetta di farsi passare per il marito di una ragazza incinta (Sanchez-Gijon), figlia di un ricco viticoltore della Napa Valley,  che deve tornare in casa del padre-padrone (GianniniGiannini) ; nata come una messinscena i due finiscono per innamorarsi tra i fantastici scenari californiani e qualche colpo di scena.

La location
La California è oramai  un grande produttore di vino, tanti casi di successo di aziende sono nati lì in quel terreno calcareo che mette a dura prova la resistenza delle viti.
Vitigni fantastici, sterminati, paesaggi da capogiro e se si sa scegliere, ottimi vini.
La visione di questo  film si sposerebbe bene con un bicchiere di Zinfandel della Napa ValleyNapa Valley.

La star: il vino
Lo  Zinfandel apparve sulla costa di New York intorno al 1822 e divenne rapidamente la bevanda preferita delle migliaia di minatori che cercavano l'oro nelle colline della Sierra Nevada.
Divenne rapidamente il vino più richiesto in America. I vigneti erano piantati con il metodo delle field blends, mischiando spesso alcuni vitigni di Sangiovese, Mourvedre, Petite Sirah, Tempranillo, Nebbiolo o altre varietà. Molti vigneti di quel periodo sono field blends, il che significa che molti Zinfandel antichi non sono tali al 100%.
Quando l'alcool divenne illegale durante il Proibizionismo (dal 1919 al 1933), lo Zinfandel rimase molto richiesto poiché era usato per i vini sacramentali nelle chiese. Andava di moda anche tra i vignaioli casalinghi, a cui era permesso comprare l'uva e ricavarne il vino in casa.
L’attenzione alle denominazioni presente in Italia ed in genere in Europa non è così forte in America e bisogna far attenzione alle bottiglie che hanno scritto "Vecchia vigna" sull'etichetta potrebbero avere non più di trent'anni di età.

Il consiglio
Se dovessi consigliare una “bottiglia” in particolare andrei su una produzione Passalacqua Winery, nella Dry Creek Valley, zona con la più alta concentrazione di vecchi vitigni Zinfandel nel mondo, con alcuni che arrivano a centoventi anni.
Il nome della cantina è palesemente di origine italiana, di Genova precisamente, e rievoca un noto produttore di caffè.
Passalacqua produce sei diversi Zinfandel ma il “Vecchia Vigna” è sicuramente quello che meglio si addice alla pellicola. Il sentore di pepe nero, causato dal suolo di ghiaia e argilla rossa, lo rende un vino dall’odore eccezionale.
Vi esorto a berlo su un barbecue all’americana evitando però di consumarlo, vista la gradazione generalmente alta, quando il clima è molto caldo.

L’indissolubile binomio buon vino - Italia
Una curiosità  per finire:  Il vitigno del Primitivo di Zinfandel è quasi identico a quello di Gioia del Colle, che cresce in Puglia: le differenze principali sono la grandezza del grappolo, la dimensione e la spaziatura degli acini e il vigore del vino. In passato si credeva che lo Zinfandel arrivasse dall'Italia, e i produttori italiani di Primitivo capirono che avrebbe potuto vendere meglio negli Stati Uniti con il nome di Zinfandel, ma il governo americano fu rapido a registrare il nome, e ad oggi lo Zinfandel può venire solo dagli Stati Uniti.

Wine

Bevendo gli uomini migliorano: fanno buoni affari, vincono le cause, son felici e sostengono gli amici.

Google+ plus.google.com/b/100684260859710572834/100684260859710572834/?rel=author

Lascia un commento






Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

Newsletter/Iscriviti







Metti Mi Piace e segui la tua passione per il Vino