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La musa ispiratrice spesso è il vino

Ho partecipato alla presentazione del bellissimo saggio “Gli eroi bevono vino” scritto dalla professoressa Laura Pepe, docente di Diritto greco antico presso l’Università di Milano. L’evento si è tenuto nella sala consiliare del III Municipio di Roma. Il saggio che ha finalità divulgative, mira a indagare le radici più remote del vino nella cultura classica e nei costumi delle antiche società greca e romana. Al termine della tavola rotonda abbiamo degustato il vino prodotto con vitigni “greci” dalla cantina calabrese Caparra & Siciliani.

Fino al tempo di Omero le storie erano narrate oralmente. Adesso il mito e gli aneddoti che riguardano uomini e dei sono riportati per iscritto nell’Iliade e nell’Odissea. Nella società greca il vino scorre a fiumi: da Ulisse ed Aiace inviati da Agamennone ad Achille come ambasciatori al celeberrimo episodio di Ulisse che ubriaca e acceca Polifemo per fuggire dalla caverna dov’è rinchiuso assieme ai suoi compagni di viaggio.

Importanza rilevante avevano il Simposio e il Convivio, il banchetto per i greci e per i romani. I punti di contatto sono soprattutto formali: per esempio nell’uso del klinai. Il Simposio greco si caratterizza per l’alta ritualità e per la centralità che assume il vino, servito tagliato con acqua. È improntato ad un ideale di uguaglianza dei commensali e il vino viene proposto in un secondo momento, soltanto dopo che la cena è terminata. Nel Convivio romano, cibo e vino sono serviti assieme e c’è una precisa gerarchia tra i partecipanti. Il Convivio segna la fine della frugalitas romana e la cena di Trimalchione ne è l’emblema.

Storie di coraggio, Farinetti in giro tra cantine, calici e racconti di produttori italiani

Ho comprato il libro “Storie di coraggio – 12 incontri con i grandi italiani del vino” senza neanche aprirlo e con un po’ di scetticismo che, confesso, speravo venisse dimostrato dalla lettura del testo; mi aspettavo la solita “zuppa radical chic” nonostante la mia stima per Oscar Farinetti.

Cominciamo proprio da lui: Oscar Farinetti. Imprenditore italiano di grande successo, ex proprietario della catena Unieuro e fondatore di Eataly.
Oscar è figlio di partigiano, lo ripeterà fino alla nausea durante il libro, il comandante Paolo, fondatore proprio di Unieuro.

Dopo la vendita di quest’ultima ha deciso di puntare su un settore dove l’Italia è da sempre fortissima ma dove nessun grande imprenditore aveva mai puntato nel modo in cui ha fatto lui: il cibo.
Eataly è un fenomeno globale che  fa bene all’immagine del nostro paese e delle realtà regionali sia all’interno del territorio dello stivale che fuori, qualità, assortimento e marketing.
Oscar però non ha fatto solo questo ma ha puntato anche sul vino, non solo rivendendolo nella sua catena, ma anche acquisendo alcune cantine e rimettendole a nuovo.
I nomi? Serafini & Vidotto, San Romano a Dogliani, Fontanafredda, Borgogno, Le vigne di Zamò, Agricola Brandini ed altre.
Iniziative importanti per Oscar figlio di partigiano e promotore di Vino Libero da additivi, packaging costosi ed inquinanti ed altri inutili fronzoli.

Oscar mette subito le mani avanti “scrivendo di non essere uno scrittore”, dicendo di essere un tipo semplice e di limitarsi a “scrivere come parlo” ed a “fare il narratore”; in realtà ai nostri occhi appare un grandissimo comunicatore. Egli si colloca abilmente a livello dell’italiano medio, amante del vino ma non esperto, parla in modo semplice, scherza ed ironizza su di sé e sugli altri e talvolta alcune cose sembrano dette da un sempliciotto a caso; in realtà di tanto in tanto il suo ego straripa e confessa la “strategia” dietro le sue conversazioni e lascia trapelare il fatto di essere lui l’abile guida del discorso.

Al suo fianco la sua segretaria, Simona Milvo, ed un esperto di vino e gastronomia italiana, Shigeru Hayashi, presidente anche di Eataly Japan.
Il ruolo di Shigeru è preciso e serio, complementare rispetto a quello di Oscar, animatore ed “umano” tanto da tracannare il vino come il più comune dei nostri commensali!
Il giapponese ad ogni incontro degusta 5 vini (uno offerto dal produttore, gli altri 4 portati dagli ospiti) e consiglia gli abbinamenti con le opportune pietanze.

La Fontana di Trevi è certamente tra le più note fontane al mondo, progettata da Nicola Salvi, è stata inaugurata nel 1735.
Resa ancora più celebre da Anita Ekberg nel film “La Dolce Vita” di Fellini, dove l’attrice, in una famosa scena, chiama Marcello Mastroianni nella fontana: “Marcello… come here” .
La costruzione del monumento è collegata a quella dell’acquedotto Vergine, nel periodo dell’imperatore Augusto.

Oggi parleremo di vino in modo diverso, andando a toccare l’uso alternativo del nostro nettare preferito ed il mondo dell’arte.

Non avete idea di quante cose magnifiche possano farsi col vino, quando decidiamo di non berlo tutto!

Per fare tutto ciò abbiamo scambiato qualche chiacchiera con Maurizia Gentili, alla scoperta di un “mondo” fatto di natura, territorio e pennellate.

Maurizia è un’artista emiliana, che si definisce “piacentina doc”, lavora in simbiosi con la natura ed il territorio riportando su carta pigmenti e linfe naturali.

La nostra artista viene da una famiglia di origini contadine che le ha trasmesso l’amore per la sua terra.
Un passato da piccola raccoglitrice e pestatrice d’uva!
Di tempo ne è passato ma l’amore per la vita e per il paesaggio collinare sono ancora vivi, forse più di prima!

 

Un’ottima annata (2006)

La trama
Il film di Ridley Scott, narra la storia del broker Max Skinner (Russell Crowe), un acuto uomo d'affari di Londra a cui pare tutto vada a gonfie vele.
Un giorno il suo amato zio Henry (Albert Finney) muore senza lasciare un testamento e Max si ritrova unico erede della tenuta con vigneto in Provenza, dove aveva trascorso gran parte della sua infanzia poiché orfano. Parte dunque alla volta della nuova eredità inizialmente intenzionato a venderla e a capitalizzarne il valore.
Successivamente riceve, vivendo nei luoghi in cui era cresciuto, riscopre i valori che lo zio aveva cercato di insegnargli, e questi, insieme all'amore, lo trasformeranno da astuto ed insensibile business-man ad uomo capace di apprezzare i piccoli piaceri della vita che si è lasciato sfuggire troppe volte.

Film Sideways (2004)

Il cast e la trama
Nel cast un grande attore e caratterista come Paul Giamatti (Miles), uno dei miei preferiti, specie nel film “La versione di Barney” che lo ha consacrato.
Commedia cult premiata con l’Oscar per la miglior sceneggiatura, ha incrementato il turismo nei luoghi in cui è stata girata.
La trama ci riporta l’esperienza di due ex compagni di classe profondamente diversi tra loro: Miles, professore di scuola media con un romanzo nel cassetto che non riesce a pubblicare, divorziato da un paio d'anni ma ancora molto depresso e Jack, attore di serie tv e pubblicità in procinto di sposarsi ma con ancora molti desideri da soddisfare. I due partono insieme per un viaggio tra i vigneti e i bar da degustazione della California, addio al celibato per Jack lungo una settimana.

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Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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