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01 Nov 2014

Sassicaia e Rihanna: paparazzati dai flash all’uscita del ristorante

Il Sassicaia è forse il vino italiano più conosciuto nel mondo!
Un vino costoso ed eccellente al punto tale da divenire glamour e di tendenza tra amanti del lusso di ogni paese!
Top Manager, Imprenditori, Star del cinema della musica e di ogni altro campo, uomini politici! Tutti, esperti e non di vino, lo hanno eletto tra i “commensali” preferiti di cui circondarsi nelle apparizioni pubbliche!

Recentemente, durante la presentazione della sua autubiografia, l’ex manager del Manchester United, Sir Alex Ferguson ha dichiarato: “Ho avuto buoni rapporti sia con Ancelotti che con Mancini. Ma il vino che mi offriva Roberto era fantastico, bottiglie di Sassicaia..."
Come biasimarlo!
Ora alzi la mano chi di voi non farebbe follie per conquistare la bella Rihanna!
Sapete chi ci è riuscito?

Un Sassicaia del 2003! Avvistati fuori da un ristorante ed immortalati da fotografi e paparazzi di turno con grande scintillio di flash!
La cantante americana aveva ordinato questo vino speciale, ma accortasi che non sarebbe riuscita a consumarlo, ha chiesto al sommelier il tappo e ha deciso di portarselo a casa, peraltro senza coprirlo con alcun sacchetto!
Certamente un gesto non proprio da Galateo; ma voi siete pro o contro Rihanna?
Un vino del genere sarebbe sbagliato lasciarlo visto il costo, i sacrifici per produrlo ed il rispetto che merita; è vero anche che non sarebbe probabilmente andato perduto e che visto il reddito della star non avrebbe certamente intaccato il suo bilancio!
Una cosa è certa: il vino italiano si è fatto una gran pubblicità da solo, grazie alla sua qualità estrema, ai paparazzi ed ovviamente a twitter!

Ma come nasce il Sassicaia?
Il nome del prodotto viene dal podere della familgia produttrice, così chiamato perché sito in una zona molto “pietrosa” cinquanta metri sul livello del mare.
La storia di questo vino comincia quando il Marchese Mario Incisa della Rocchetta, piemontese di nascita, decide, nonostante la passione per i vini della Borgonga a base di Pinot Nero, di piantare Cabernet Sauvignon a Bolgheri, in quanto, secondo lui, più idoneo a crescere vicino al mare.
Mario non era uno sprovveduto, pensate che il nonno Leopoldo Incisa della Rocchetta, famoso ampelografo nel 1862 scrisse "Descrizione dal vero di 105 varietà di uve, parte indigene e parte di origine straniere".
Insomma un vino toscano nato per mano di un piemontese! Già questo dovrebbe renderlo speciale!
A seguito di pareri negativi sul vino prodotto il Marchese lo dimenticò in cantina, fino a quando non recise di ri-assaggiarlo accorgendosi che migliorava col tempo!
Qui entra in scena un suo nipote Carlo Guerrieri Gonzaga che contribuì notevolmente all’ammodernamento della struttura enologica facendo trasferire la cantina dove è ora, introducendo la pressa Wilmess che pressava le uve in modo molto più delicato e l’utilizzo di barrique.
Nel 1968 fu venduta la prima bottiglia di Sassicaia con un’etichetta in semplice carta da zucchero nel chiosco dell’azienda!
Nonostante la passione per il vino gli Incisa della Rocchetta ne avevano un’altra, probabilmente più forte, quella dei cavalli e decisero così di far commercializzare il Sassicaia da loro parenti già operanti nel settore: gli Antinori.

Qui entra in scena un altro toscano, l’enologo Giacomo Tachis, già collaboratore degli Antinori e continuo partner di litigi e discussioni on Mario Incisa della Rocchetta.

Il Sassicaia, come molti sanno, utilizzando vitigni non autoctoni, come il cabernet sauvignon ed il merlot, non aveva diritto ad entrare alla Docg e per questo veniva definito un “Vino da tavola” e che vino da tavola costoso! (ulteriore dimostrazione che talvolta le denominazioni non indicano necessariamente maggiore qualità)
Gli americani li chiamarono, negli anni ’70, Supertuscan; il Sassicaia è stato l’apripista, ma di questa categoria fanno parte anche il Tignanello, il Solaia, l’Ornellaia ed altri.

 

Wine

Bevendo gli uomini migliorano: fanno buoni affari, vincono le cause, son felici e sostengono gli amici.

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e li rende più pronti alla passione. 

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