Toolbar
La vita è troppo corta per bere vini cattivi La vita è troppo corta per bere vini cattivi
28 Feb 2014

Il 29 novembre 2014 saranno trascorsi dieci anni dalla morte di Luigi Veronelli : giornalista, scrittore, filosofo, gastronomo; unanimemente riconosciuto come l'iniziatore della moderna critica enogastronomica.
In attesa di quella data si è costituito il "Comitato Decennale Luigi Veronelli", che, attraverso un fitto calendario di eventi, si propone di ricordare il giornalista scomparso e di trasmettere e diffondere il suo pensiero e le sue opere.
Per chi volesse, ve ne è una parziale ma significativa raccolta in una sua biografia scritta di recente da Gian Arturo Rota e Nichi Stefi, suoi collaboratori per lungo tempo.
Il lascito di Luigi Veronelli è importantissimo e attualissimo per tutti.

Stimato a livello Mondiale, di Veronelli si è parlato in un post di Egle Pagano sul Blog’N’Rollo del Secolo XIX dove si enfatizza l’importante ruolo avuto da Luigi che ha avuto il merito di trasmettere al grande pubblico il piacere di degustare il vino per apprezzarne la complessità organolettica, ma anche il desiderio di scoprirne l'origine territoriale, nonché la storia di chi lo ha realizzato.
Veronelli non solo ha fatto da guida e trascinatore lungo il sentiero di sapori e profumi, ma ha indicato anche alla critica ed al giornalismo la via della corretta comunicazione: quella fatta di competenza e passione; insomma un esempio per tutti.


Non ultimo merito ascritto a lui è stato quello di dare continuo appoggio, aiuto ed incoraggiamento agli artigiani produttori, considerandoli come autori di quel qualcosa che è parte integrante della gioia di vivere.
Veronelli nel narrare la componente estetica ed edonistica del vino non ha mai dimenticato il legame di questo con la terra e con gli uomini e le donne che la lavorano; ha difeso con vigore e lucidità i vini ed i cibi figli della civiltà contadina , fatta di cultura, saperi e rispetto del territorio e dell'ambiente, contro una globalizzazione omologante e depauperante.
Luigi ha usato ed abilmente forgiato un linguaggio del tutto nuovo fatto di richiami ad immagini e rimandi a sensazioni emozionali e le sue opere rappresentano tuttora un vademecum  per chi parla o scrive di vino.


Alla luce degli odierni desideri delle persone di genuinità, tracciabilità e unicità territoriale dei prodotti agricoli è evidente la sua straordinaria lungimiranza e la grande attualità del suo pensiero.
Da parte mia Grazie per essersi schierato a difesa dei vini e dei cibi veri, figli di saperi radicati nei più diversi territori che vanno preservati.
Grazie per aver lasciato un segno importante in questo senso con cui confrontarsi.

Piero D'acunto

Apprezzare un vino è un piacere che stimola i sensi e appassiona l'intelletto. Per goderne pienamente, bisogna prestare attenzione a ciò che è nel bicchiere e alla sua storia, e condividere l'esperienza

Lascia un commento






Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

Newsletter/Iscriviti







Metti Mi Piace e segui la tua passione per il Vino