Toolbar
05 Lug 2015

Lo “spunto” di conservare il vino sott’acqua è probabilmente stato dato dal ritrovamento di un relitto a largo del mar Baltico; il prodotto, dopo 170 lunghi anni, risultava ancora bevibile ed aveva conservato molte delle caratteristiche che aveva in origine.

Tra gli Champagne ritrovati c’era anche una produzione di Veuve Clicquot Ponsardin, che decise di “affondare” nuovamente i suoi vini spumanti, stavolta di proposito, per crearne un prodotto esclusivo, invecchiato in modo anomalo (ed ovviamente venderlo ad un prezzo maggiorato). Il progetto si chiamava “A cellar in the sea”, una cantina nel mare, predisposta proprio dove fu rinvenuto il relitto e nella quale furono conservate bottiglie classiche e magnum di Vintage Rosè millesimato 2004 e Demi Sec.

Anche la Chateau Larrivet Haut-Brion ha deciso di fare la stessa cosa, inabissando, uno dei vini più importanti di Bordeaux! Bruno Lemoine, assieme ai suoi amici Joel Dupuch, allevatore di ostriche, ed al bottaio Pierre-Guillaume Chiberry, hanno messo insieme vino, mare e botti per realizzre questo progetto! Per fare un opportuno paragone una botte identica è stata lasciata al Castello per constatarne le differenze. Il vini estratto dal golfo di Arcachon è stato chiamato Neptune e Michel Rolland, degustatore di fama mondiale, ha sancito il suo trionfo giudicandolo maggiormente complesso a livello aromatico! Solo un’operazione di marketing? Chissà, dopo gli iper-esperti testimonial dei vini francesi Lidl ci si potrebbe aspettare di tutto!

In Spagna, invece, a Plentzia, di preciso lungo la costa dei Paesi Baschi, c’è un laboratorio, chiamato Lseb (Laboradorio submarino envejecimiento bebidas) che studia proprio l’invecchiamento del vino tra le onde!

In Italia la Tenuta del Paguro di Brisighella invecchia Merlot, Albana, Cabernet e Sangiovese in un relitto di una piattaforma petrolifera al largo di Ravenna; salendo più a nord il vino rosso di Ornella Molon Traverso viene affinato in barrique per sei mesi nella Laguna di Caorle; ancora più azzeccato il Vermentino sardo invecchiato nell’area Marina Protetta di Capo Caccia, vicino Alghero. C’è anche poi chi decide di distinguersi dalla massa ed invecchiare il suo prodotto in acqua dolce, nel lago di Iseo, stiamo parlando di Alessandro Belingheri.

Sapete però dove viene prodotto il leader degli “Under Sea Wines”? In Italia! Precisamente in Liguria dalla Bisson, che, nella zona di Chiavari, produce lo spumante Abissi, di cui abbiamo già parlato in un articolo dedicato ai modi fantasiosi di produrre e conservare il vino, che viene lasciato pnei pressi di Portofino.

I vantaggi della conservazione sub-marina sarebbero l’assenza di luce, la temperatura fresca e costante e l’alta pressione che faciliterebbe, a quanto pare, lo sviluppo di un perlage particolarmente fine; ma dove ci mettiamo la “respirazione” ed il passaggio d’aria? B

uoni, non buoni, tecnica non tecnica, una cosa è certa: la fantasia non manca a nessuno e spesso le iniziative nascono dal caso, a beneficiarne è, indiscutibilmente il marketing.

Wine

Bevendo gli uomini migliorano: fanno buoni affari, vincono le cause, son felici e sostengono gli amici.

Google+ plus.google.com/b/100684260859710572834/100684260859710572834/?rel=author

Lascia un commento






Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

Newsletter/Iscriviti







Metti Mi Piace e segui la tua passione per il Vino