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02 Apr 2015

C’è tanta gente al Vinitaly, tanti appassionati, tanti addetti ai lavori e tanti produttori… un clima così mette quasi ansia di non riuscire a vedere tutto, neanche solo passandoci! In questo incredibile scenario fatto di volti noti e meno, si aggira un “personaggio” di Wine at Wine, un curioso, che si chiede “Ma quale sarà il suo vino della propria cantina preferito da ciascun produttore?” Si lo so, è un po’ come chiedere ad un padre o ad una madre quale dei tuoi figli preferisci, ma la curiosità è troppo forte!
Non presentandosi spesso come addetto ai lavori ottiene facce perplesse, risposte balbettate e tanta incertezza!

Il figlio di Grosjean, il più alto e robusto, che gestisce l’azienda che si occupa della frutta, ci dice dopo un lieve tentennamento di preferire il Fumin; io ho degustato un 2011 che a mio avviso è il migliore di quelli che ho provato in quei giorni: affumicato, tannico, con frutti rossi molto pronunciati; ne ha parlato già il nostro Angelo Becchio, ed era piaciuto anche a lui!

Nell’azienda I Pastini, Gianni Carparelli, amministratore ed enologo, avrebbe tanti buoni motivi per scegliere il Rampone, sapevo che sarebbe stato quello il suo figlio prediletto; ma nel viso c’è comunque la sofferenza di chi sa’ di aver dato uno schiaffetto agli altri nati in famiglia! Il Rampone è un Fiano Minutolo, vitigno appartenente alla famiglia dei moscati, un bianco con rotondi sentori di frutti gialli maturi, acido e fresco; mi piace! Sapevo che Gianni l’avrebbe scelto, ha condotto una personale battaglia per il riconoscimento del vitigno e sta ancora lottando per dargli il lustro che si merita e togliere quel “Fiano” che induce in confusione e penalizza questo autoctono pugliese. Come spesso accade nel panorama vinicolo italiano l’azienda ha combattuto da sola ed a questo vino noi dedicheremo un articolo ad hoc: stay tuned!


La semplice e gentilissima Nicole Charrere, figlia di Danilo, della cantina Le Clocher, non ha peli sulla lingua e sceglie in modo deciso il Cornalin! Una ragazza che si sveglia all’alba per lavorare la terra con il suo papà “Siamo solo in due e devo per forza dare una mano, ma mi piace moltissimo”; non vuole studiare enologia ma semplicemente lavorare la terra che consente alla sua azienda di produrre quegli ottimi vini per i quali sono conosciuti! Il Cornalin è vitigno un autoctono valdostano le cui piante più antiche sono state rinvenute proprio a Jovencan, dove Le Clocher ha la sede; affumicato lievemente, tannino elegante e corpo presente ma allo stesso tempo delicato, “un rosso più da donna”!


Francesco Sedilesu, responsabile della produzione dell’azienda di famiglia e figlio di Giuseppe, non poteva che scegliere un Cannonau di Sardegna, si, ma quale? Loro sono maestri, ne producono tanti, tutti eccellenti! Colto in difficoltà, dà la risposta più aziendalista possibile: il Mamuthone definito nelle brochure “il vino simbolo dell’azienda”; 15 gradi di figlio! Ricavato da uve nate da viti di almeno 30 anni, viene lavorato con lunga macerazione sulle bucce fino a 12 giorni, non filtrato e fatto maturare in botti da 40 hl; quello che ne esce è un vino di colore rosso granato, con profumi di frutti rossi maturi,piuttosto speziato con profumi di pepe e tannini fini; al palato è rotondo e dolce.


La mia risposta preferita è però quella di Fausto Albanesi proprietario assieme ad Adriana Galasso di Torre dei Beati, la cantina abruzzese produttrice tra gli altri del Mazzamurello. Con Fausto ho avuto una lunga e piacevolissima chiacchierata: persona brillante ed intelligente, dotata di quella comicità innata che solo le persone di un certo calibro riescono a manifestare. Un lungo tira e molla, durato minuti su minuti, perché scegliesse il suo preferito! “Ma gli altri alla fine hanno deciso” e lui “Beh ovvio, hanno scelto quello sul quale guadagnano di più!”; “Vedi il Cocciapazza ed il Mazzamurello sono figli che vanno con le proprie gambe, sono figli che ti danno grosse soddisfazioni; ho però un particolare legame affettivo con un figlio che ha avuto bisogno di aiuto, alla sua nascita ho provato grande soddisfazione, scelgo il Cerasuolo Rosa-ae!”


Alla fine ce l’ho fatta anche con lui; un osso duro! Alla fine però hanno ragione tutti ad essere indecisi: e’ figl so piezz e core!

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