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29 Ago 2013

Nel vasto mondo del vino si cerca sempre di migliorare, per esaltare la qualità ed arrivare alla perfezione, senza perdere la naturalezza , parte integrante di questo meraviglioso nettare di Bacco.
Diversi studi nel corso degli anni hanno preso in esame l’ allevamento in vigna, la potatura, le tecniche di cantina e di affinamento, aprendo nuove frontiere e dividendo anche gli esperti in diverse correnti di pensiero.
Il preferire una tipologia di vino che esprime determinate sensazioni e gusti rispetto ad altre tipologie di vini diversi , è una questione puramente soggettiva. La qualità se presente si contraddistingue subito, al di là di tutte le preferenze che potrebbero influenzare il giudizio finale del prodotto.
Una nuova filosofia del “fare vino” è stata studiata e messa in atto da un team di esperti , i quali bandiscono solfiti aggiunti durante la vinificazione. Ma facciamo un passo indietro: 

cosa sono i Solfiti aggiunti? In che modo agiscono ?


I solfiti vengono prodotti comunque naturalmente da lieviti durante la fermentazione alcolica, ma vengono anche aggiunti sotto forma di anidride solforosa per far sì che il vino non subisca alterazioni o peggio non subisca rifermentazioni spontanee. Per l’utilizzo della solforosa inoltre non occorrono strumenti e mezzi sofisticati e ci permette di tenere sotto controllo il mosto/vino dal punto di vista ossidativo.

L’etichetta è la carta d’identità del vino, e il  “Contiene Solfiti” ben visibile al consumatore,  indica che i solfiti superano la soglia di 160 gr/l per i rossi e 210 gr/l per i bianchi. Queste quantità presenti nel vino possono causare anche allergie in particolari soggetti .
Nasce così il marchio Puro Vino , garanzia di un prodotto senza solfiti aggiunti, che opera sempre nel rispetto ambientale.

Invece della solforosa, si ricorre ad un processo di iperossigenazione controllata, impiegando dunque l’ossigeno che non modifica la qualità e il sapore finale  (come accade con la solforosa) , e preserva inoltre il futuro vino durante tutti i passaggi di vinificazione e conservazione. Questo processo lavora solo sulle uve destinate alla vinificazione e non interviene con altri trattamenti successivi. Il prodotto in questo modo risulterà sano ed integro in tutte le sue componenti, incrementando anche polifenoli ed antociani.

Non invadente ed efficace, questo metodo si sposa perfettamente con l’ambiente e il risparmio delle risorse, come accade con l’ozono disciolto in acqua per pulire gli strumenti impiegati in cantina: l’acqua utilizzata appunto, viene filtrata e destinata ad altri scopi.
Molte aziende vitivinicole importanti hanno già aderito a questo progetto, ma tra tutte, quella che secondo me ha espresso al meglio l’essenza del Puro Vino è “Fattoria Le Mortelle” proprietà dei Marchesi Antinori.
 
Le parole chiave dell’azienda sono “ecosostenibilità” e “risparmio energetico” , per questo non ci stupisce il fatto che abbiano intrapreso ed abbracciato la filosofia del Puro Vino. “Le Mortelle” prende il nome dal mirto selvatico, presente in tutta la proprietà, e assieme alle altre piante aromatiche che circondano l’azienda, investono il visitatore in un vero e proprio trionfo di profumi, che nei vini vengono ritrovati e tradotti in “Speziature”. Simbolo dunque della Tenuta , il mirto selvatico viene rappresentato anche in etichetta come naturale prolungamento della M .
 
L’azienda si estende per 270 ettari nel cuore della Maremma Toscana a pochi chilometri dalla splendida Castiglione della Pescaia. Gli ettari vitati sono 160 ed il resto viene occupato da frutteti  ed altre coltivazioni a regime biologico. Il terreno silicio ed argilloso permette la prosperità del Cabernet Sauvignon, Sangiovese, Vermentino, Ansonica e Viognier.
La cantina ben visibile poichè guadagna la sommità di una collinetta, è stata costruita rispettando una forma cilindrica, che permette di dividerla in tre livelli ,accompagnando così l’uva nel suo lungo cammino verso l’affinamento. L’accoglienza delle uve con le rispettive vinificazioni avvengono nei primi due livelli , concludendo poi il ciclo con l’affinamento che avviene nella suggestiva barricaia adornata da una parete in pietra .
     
La scala a chicciola che accompagna il visitatore nella scoperta della cantina, ricorda il ciclo infinito dell’uva  che da mosto ,grazie anche a mani esperte, intraprende un affascinante cammino che trasformerà tutte le fatiche in un prodotto straordinario che è il vino.                                     
“Monteregio di Massa Marittima ” DOC annata 2011, è il Sangiovese in purezza che segue le tecniche dettate dal Puro Vino, e viene certificato dal simbolo posto sul retro etichetta.
Dal colore rosso rubino, ricorda al naso sensazioni olfattive di frutti a bacca rossa con un floreale di viola. L’ingresso in bocca morbido ed avvolgente , con un retrolfatto che ci rimanda alle sensazioni percepite al naso.
 Questa DOC si può acquistare direttamente in cantina al prezzo di euro 6,50 con la possibilità di degustare tutta la produzione in un elegante sala degustazioni .
La DOC Monteregio di Massa Marittima inoltre viene tutelata dal consorzio ,(che prende il nome dalla DOC in questione), che ha voluto unire tutte le aziende in grado di rendere onore a questo territorio straordinario con vini di qualità.

Eleonora Baldassini

Eleonora 23 anni,Sommelier Master Class AIS delegazione di Roma. Sommelier ed organizzatrice di eventi e degustazioni nelle location più prestigiose di Roma.

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