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17 Apr 2015

Questo Vitigno sta rubando il posto al Malbec in Argentina, con un costante apprezzamento dai mercati stranieri. Se invecchiato in botte, puo dare dei risultati davvero incredibili, in termini di profumi e struttura.

La Bonarda argentina, la quale si trasforma in Il Bonarda , quando l'uva si tramuta in vino, da quando ho cominciato a lavorare per questa azienda Argentina mi sono sempre chiesto da dove veramente provenisse . 

 

Ma da dove proviene veramente questo vitigno? Che origine ha ? 

Per molti anni si e' parlato della provenienza di questa uva ma senza avere delle certezze attendibili ma recentemente si e' scoperto che la verita' si cela in Francia, in Savoia e che la madre non sarebbe altro che Il Douce Noir.

In effetti, prima di questa scoperta si pensava che addirittura il Bonarda argentino derivasse dall'uva Charbono la quale e' una varieta' che si trova in Napa Valley anche se, come e' stato poi riconosciuto questa non e' altro se non il Douce Noir . arlato della Bonarda argentina come la discendente della Bonarda Piemontese, in effetti creando non poca confusione quando delle ricerche effettuate hanno portato a conoscenza che in realta' il vitigno d'origine e' il Douce Noir, originario della Savoie nel Sud-Est della Francia il quale ha un altro gemello , Corbeau de Savoie ( probabile sono le stesse uve ma non si hanno documenti ufficiali e molti dati sono stati persi nel tempo ) 

Si sa davvero poco di come questo vitigno sia stato trasportato da un paese all'altro e addirittura attraversato un continente ( piu' di uno ). Probabilmente tramite i migranti, nel tardo 19th secolo, quest'uva fu portata attraverso l'atlantico e scambiata per altre uve , prendendo nomi di denominazioni locali o regioni. Significativa e' l'uva Charbono che sembra sia discendente . comunque della Corbeau de Savoie la quale sembra la gemella del Douce Noir. ( Test del DNA lo confermano ma, se qualcuno ha delle notizie piu' significative mi faccia sapere commentando)

Quindi, resoconto : La Bonarda Argentina non e' altro che la Corbeau de Savoie o Douce Noir, proveniente dalla regione Savoia. Ovviamente il nome, anche se non esatto, e' diventato sinonimo di viticoltura Argentina , la quale sta conquistando a poco a poco anche i mercati internazionali.

Perche' la Bonarda ha e continua da avere un successo crescente in Argentina ? 

Da quando e' stata introdotta a Mendoza, la Bonarda Argentina si e; subito acclimatata al terroir dando enrormi raccolti ( e' una vita molto vigorosa ) il che era un vantaggio per i primi viticoltori che si preoccupavano piu' della quantita' che della qualita'.I primi prodotti erano molto scarsi organoletticamante parlando : scarso colore, basso contenuto alcolico e qualche sentore erbaceo, non di piu'. Tanto per darvi un po' di numeri, nel 1936 i vitigni di Bonarda occupavano circa 6000 ettari, mentre nel 2001 era gia'piu' che raddoppiata con 12000 ettari. Recentemente, la Bonarda a sorpassato il Malbec in termini di uva piu' coltivata.

Le tecniche al giorno d'oggi sono cambiate, si sono evolute, e con queste anche il vino e la qualita' dello stesso. 

La bonarda, se trattata con tecninche adeguate, puo' dare vini di una importanza stupefacente. 

Quest'uva richiede clima caldi, tanto sole, bassa produzione e una maturazione adeguata, fattori presenti nelle piu' importanti regioni vinicole argentine. Recentemente, tuttavia, e' stata scoperto che nel distretto di San Rafael - Cuadro Benegas, quest'uva da' il meglio di se. Questo territorio e' situato tra due fiumi, il Diamante al Nord e Atuel a Sud, i quali portano acqua purissima proveniente dai ghiacciai situati sulle vicine Ande. Questo territorio sta ricevendo notorieta' per le pecularieta' climatiche le quali aiuterebbero a produrre vini ti qualita' eccezzionale. 

Una piccola cantina della zona, chiamata Algodon, a condotto delle ricerche insieme al laboratorio Agronimia San Rafael determinando che il terreno a Cuadro Benegas e' ottimale per la coltivaazione del Bonarda. E' stato riportato che il suolo contiene importanti quantita' di calcio, magnesio, nitrogeno, potassio, fosforo e zinco con dei valori PH molto equilibrati.

Un buon Bonarda di San Rafael- Cuadro Benegas deve avare un color rosso rubino intenso, con riflessi violacei che si fondono con il porpora. Un bel naso intenso con frutti rossi e neri , fragole, frutti di bosco, ciligie e ribes. Molte volte si trovano sentori speziati e aromi di vanilla e tabacco se invecchito in botti di rovere. Particolare interessante e' la morbidezza del suo tannino che combinata alla maturita' lo rende un vino tutto da gustare. 

Ho scelto Algodon, come cantina ed esempio da portare con il Bonarda perche', a parte avere delle relazioni lavorative ( le quali mi hanno aiutato a scoprire questo meraviglioso vino ) e' stata votata come una delle migliori Bonarda nel 2014 World Association of Wine & Spirit Writers and Journalists: Top 100 Wines of the World e aver ricevuto 90 Punti da Robert Parker con l'annata 2008.

La cantina e' situata nel territorio di Sierra Pintadas, a 20 minuti di macchina da San Rafael, nel Sud di Mendoza. Hanno vigneti del 1946 di Malbec e Bonarda, ed essendo situati proprio nel mezzo dei due fiumi, hanno la fortuna di avere un suolo perfetto per la coltura della vite a bacca rossa, con un terreno prevalentemente sabbioso e argilloso. La loro collaborazione con un enologo molto conosciuto come Marcelo Pelleriti, il quale dirige una cantina chiamata Montevejo non piu' ad un'ora di macchina da San Rafel, il quale lavora pure in Bordeaux come chief Winemaker per la famosa Catherine Pere Verge, venuta a mancare non molto tempo fa, proprietaria di Chateau La Violette, Cateau Le Gay, Chateau Montviel, La Gravier e appunto , Bodega Montevejo. Grazie al suo aiuto, applicando le piu' moderne tecniche e l'esperienza francese, la produzione di vini con un importante traccia francese ma con il cuore Argentino non potrebbe che essere piu' che perfetta. 

L'assaggio del Bonarda 2010 di Algodon e' stato molto interessante : un rosso rubino intenso con tracce di porpora e granato molto lievi ci accompagna verso il naso, molto intenso, con note di ribes, ciliege a una nota cioccolatosa che si sposta nel palato. Un tannino fitto, ben strutturato, morbido ed elegante, ma quasi carnoso. La frutta si presenta un po dopo, lasciando lo spazio al cioccolato nero verso la fine. Ottima maturita, un frutto brillante e cristallino. Mentre lo degustavo, o forse meglio dire, bevevo, cenavo con bel filetto di manzo ovviamente al sangue, verdure grigliate e patate dolci. Cena finita, sempre con un bel bicchiere di Bonarda, con formaggi misti. 

Concludendo, posso dirvi che la scoperta approfondita di questa varieta', con origini francesi, passando per la california e caduta a Mendoza, mi ha aperto la porta ad una piu' approfondita conoscenza dei vini Argentini e della storia della Bonarda Argentina, un'uva che sta avendo una popolarita' incredibile nel paese ma che sta prendendo molto piede anche fuori . USA in primis. E con buona pace della vecchia Bonarda Piemontese.  

 

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Matteo Cecchetto

Matteo è cresciuto in un piccolo ma grazioso paese , nel nord Italia , in Veneto, per la precisione Valdobbiadene , famosa per il vino spumante prosecco di Valdobbiadene . E' assorbito dal mondo del vino da quando è nato , 31 anni fa. Ha lavorato in tutta la catena del wine business : Cantina , fornitore \ importatore , hotellerie business . Ha studiato come tecnico turistico e poi come sommelier professionista . Ora di base negli UAE , prima alle Maldive , passando per la Russia , sta continuando a diffondere la filosofia del " bere bene ".