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20 Ott 2014

GDO, Privat Label e vino

L’acquisto di vino nella GDO ( Grande Distribuzione Organizzata ) è oramai un aspetto da tenere in considerazione, tanto che il nostro Pasquale Testardi ha deciso di dedicare il primo articolo della sua guida conservazione del vino, proprio agli aspetti derivanti da questa tendenza.

Ma sapete cosa è una Private Label?

Le Private Label o marche private sono le “etichette” appartenenti ai distributori, siamo certi che anche voi avrete acquistato qualcosa a marchio Coop, Auchan o Esselunga!

Novità piuttosto recente in Italia sono cresciute molto negli anni fino a consolidarsi su buoni livelli di vendita grazie al rapporto qualità prezzo spesso ottimo.

All’estero sono molto più forti che in Italia grazie anche ai mercati meno frammentati ed abitudini di consumo meno variegate, ma anche qui, oramai, sono da tenere in considerazione.
Grazie alla crisi ed ad una qualità crescente oggi si parla di veri e propri competitor delle aziende di “marca”.

Spesso dietro le Pivate Label si “nascondono” aziende blasonate e produttrici di beni di qualità che, per tamponare volumi di vendita che tardano ad arrivare, decidono di impiegare la produzione come co-packer dei distributori.

Giusto o no? Non entriamo nel merito! Una cosa è certa, se dietro una PL si cela il produttore X cosa potrebbe spingere il consumatore a sostenere il gap di prezzo per un prodotto spesso uguale?

Lasciamo che vi scervelliate e cominciamo a parlare di vino!

Le private Label valgono l’8,1% dei vini venduti in Italia ed il 22,6 in Europa, con un trend in crescita.

Tra i marchi più importanti è certamente da citare Assieme, nato da un accordo tra le Coop ed alcune cantine di medie e grandi dimensioni come Cevico, Cantine Riunite, Le Chiantegiane, Tollo, Moncaro ed altre aziende.
Non da meno Grandi Vigne e Le vie dell’uva (in vendita da Dok, Famila, A&O e Superdì) che raggruppa circa trenta etichette di produttori distribuiti sul territorio.

Il marchio Conad invece racchiude sessantacinque etichette e la strategia è la stessa di molti altri: utilizzare marchi di fantasia e non il solito “CONAD”. Un’idea di successo, tanto che con i loro vini riescono a raggiungere il 30-40% di quota rispetto al totale vendite categoria (numero che in alcune parti d’Italia arriva a toccare il 70%).

La gamma delle Private Label? C’è n’è per tutti i gusti: prosecco (il più gettonato a vendite), vini rossi e bianchi di ogni specie!
Vista la tendenza i produttori oggi non possono ignorare questo mercato di sbocco che potrebbe rappresentare una fonte di introiti interessante.
Il buonsenso dovrebbe guidare le menti e almeno far si che si abbozzino delle diversificazioni di materie prime, processi produttivi e anche ragioni sociali per non svalutare i prodotti classici che potrebbero risentire di un confronto di prezzo.

Wine

Bevendo gli uomini migliorano: fanno buoni affari, vincono le cause, son felici e sostengono gli amici.

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Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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