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12 Gen 2016

Quando ho visto in video, nel quale Joe Bastianich raccontava il prodotto di cui sto per parlarvi ho pensato “Come ho fatto a non pensarci io?

Classica frase detta quando vedete una buona, per alcuni versi “semplice”, idea mi direte; beh stavolta non è così e per dimostrarlo faccio un breve passo indietro nel tempo raccontando un aneddoto collegato alla mia infanzia.

 

Quando ero un ragazzino, mio padre, mi raccontava che spesso, alla nonna, ostetrica del paese, la gente in cambio di assistenza a casa (eh si allora si partoriva in casa!) regalava cibo o altri prodotti come il vino; in casa con tre figli maschi (ed una femmina) spesso la roba non durava perché in assenza di nonna, i ragazzi organizzavano feste a base di ogni cosa.

Per evitare che la madre si accorgesse dei “furti” di vino, in particolare, agivano così: eludevano la porticina chiusa a chiave rimuovendo il cassetto soprastante e “pescando il vino”, poi bucavano il tappo con le siringhe, sempre presenti in casa per ovvi motivi, e versavano il contenuto nei bicchieri. Quando poi la nonna s’accorgeva della mancanza la reazione era da film comico: “E’ evaporato, è da tanto lì, sai che l’alcol è così”.

 

La nascita di un'idea

Il Coravin è un dispositivo che, per quanto complesso, ha in comune con questa divertente storiella, una parte del funzionamento (tanto a mio padre ed i miei zii non interessava mica conservarlo il vino! Bastava berlo!!!); ma partiamo dalla storia.

Greg Lambrecht, dirigente ed inventore di dispositivi medici con background fatto di studi in fisica, ingegneria meccanica ed energia nucleare (insomma non un ragazzo che fregava il vino alla madre!) e soprattutto appassionato di vino, ha inventato questo dispositivo.

Ogni innovazione che si rispetti è fatta per risolvere un problema, per soddisfare un’esigenza, per migliorare la condizione di vita attuale e per quanto molti di voi stenteranno a credervi, anche Greg aveva la stessa esigenza di semplici winelovers come noi:

“Imparai ad apprezzare il vino in gioventù e da lì prese vita la mia collezione che durante la gravidanza di mia moglie iniziò a prendere polvere. Volevo continuare a gustare ottimi vini, ma non volevo sprecare bottiglie. Considero il vino una bevanda meditativa, qualcosa che devi contemplare e imparare a conoscere. Desideravo assaggiare tre o quattro bottiglie diverse, ma non mi andava di aprire quattro bottiglie in una sola sera. Ho provato vari sistemi di conservazione, ma nessuno mi consentiva di bere ciò che volevo e quando volevo, senza sacrificio. Indipendentemente dal metodo di conservazione, ogni volta che stappavo una bottiglia sapevo che sarebbe iniziata l'ossidazione, pertanto mi sentivo vincolato a quella bottiglia. Sognavo di poter versare il vino dalle bottiglie senza togliere il tappo.”

A differenza di tanti però, Greg è un tipo tenace e decise di risolversi da solo il problema, dedicando dieci anni di studi alla cosa: avrebbe utilizzato un ago “non carotante” per non danneggiare il tappo.

 

cora

 

L'evoluzione ed il successo

Ora Greg può bere quando vuole la quantità desiderata di qualsiasi vino senza stapparlo in modo da poterlo riporre in cantina e studiare anche le evoluzioni negli anni.

Grazie invece a Josh Makower, imprenditore di successo, amico di Greg e co-fondatore di Coravin ed anche a Nick Lazaris da loro assunto, oggi chiunque può acquistare questo dispositivo, compresi winebar ed enoteche.

La soddisfazione di un’esigenza, un design accattivante ed un mercato interessato: Coravin è una storia di successo.

Non più grandi occasioni, ma semplicemente tutto sarà guidato dalla voglia di provare i vini senza alcuna inibizione. Il modello di business risulta vincente, in vendita anche kit di aghi, capsule di Argon (29 euro per tre pezzi) per colmare il vuoto lasciato dalla fuoriuscita di prodotto, creano l’esigenza di ri-comprare dei “consumabili”; insomma una rendita costante che non si ferma all’acquisto ed alla diffusione del dispositivo, un po’ come le lamette Gilette!

Il costo poi non è eccessivo in modo da garantirne la diffusione (circa 300 dollari).

Non si adatta a tappi in silicone o a vite ed i romantici ne saranno felici.

 

Gli scettici

Alcune delucidazioni per gli scettici:

- l’ago è sottilissimo, quindi il sughero del “buco” non finisce nel vino e non fuoriuscirà argon (come il principio delle iniezioni!);

- L’Argon è un gas nobile, quindi inerte non interagisce chimicamente con altre sostanze; di conseguenza non influenza il gusto;

- Non è necessario rimuovere la capsula

Coravin è già disponibile in Italia, acquistabile anche online assieme agli accessori.

Noi non l’abbiamo ancora provato; ma credo che non aspetteremo a valutarlo; per chi volesse farlo, il sito offre la possibilità di controllare non solo i rivenditori in zona, ma anche i bar/vinerie che utilizzano il dispositivo.

 

L’immagine è tratta dal sito ufficiale di Coravin.

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