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25 Dic 2014

Ho avuto, molto tempo fa, una chiacchierata con dei mie clienti al ristorante riguardo al vino in generale e proprio loro, i quali erano di ritorno da un viaggio a Bali, mi hanno raccontato questa fantastica storia di vino e coltivazione della vita in un ambiente che mai mi sarei aspettato producesse vino.

L'Isola di Bali è la più piccola provincia dell'Indonesia ed include alcune isole vicine , più piccole, di nome Nusa e Penida. E' la destinazione più gettonata dai turisti che visitano l'indonesia , non solo per le spiaggie e la paradisiaca vegetazione, ma per l'arte la quale include sia danza tradizionale che moderna, scultura, pittura eccetera. E sapete cosa c'è di interessante pure a Bali ? Il vino, naturalmente. Ne avevo sentito nominare da alcuni miei clienti molte settimane fa e ne sono rimasto affascinato. Come si fa a pensare di produrre vino in un clima cosi' particolarmente non adatto alla produzione di vino ? Eccovi cosa ho scoperto. Ho avuto, molto tempo fa, una chiacchierata con dei mie clienti al ristorante riguardo al vino in generale e proprio loro, i quali erano di ritorno da un viaggio a Bali, mi hanno raccontato questa fantastica storia di vino e coltivazione della vita in un ambiente che mai mi sarei aspettato producesse vino. Per la produzione usano un'uva originaria della zona ( si originaria di Bali ) che il nome ha dell'assurdo : Probolinggo Biru, uva bianca . Usano in realtà altre due uve, una di origine francese e credo quasi dimenticata come l'Alphonse-Lavallèe ( nera ) e la balinese Belgia ( bianca ) , clone del moscato di alessandria . Il Propolinggo Biru, del quale non trovo informazioni a sufficienza e quindi mi limito a citarla .

L'Alphonse-Lavalle, di cui si scopre qualcosa in più, è un tipo di uva vigorosa, con gemme che germogliano tardi. Viene coltivata a Valencia e Alicante e normalmente matura tra la metà di Agosto e l'inizio di Settembre; il problema è che a Bali, con una temperaura praticamente estiva quasi tutto l'anno, l'uva matura TRE volte in 365 giorni ! Praticamente TRE vendemmie all'anno ( Vale per tutte le uve sopra citate e per questo ci voglioni viti vigorose ). Il grappolo è medio grande, di forma conica-cilindrica con grani non troppo attaccati.Bel colore rosso , con il grappolo ben attaccato al raspo.Ha un ottima resistenza al trasporto e alla lavorazione. La belgia è abbastanza rara e si fa fatica a trovare informazioni sufficienti per cui lascio a voi il compito di indagare più approfonditamente. Ma chi sarà mai la cantina che ha avuto il coraggio di intraprendere questo sentiero arduo della produzione di vino in questo ambiente cosi ostile ? il nome è HATTEN, cantina fondata nel 1994 nel cuore di Sanur, paesino sulla costa a Sud-Est di Bali, da una famiglia balinese che con un hotel annesso alla cantina vuole far assaggiare ai turisti l'enogastronomia di Bali a 360 gradi. Parlando di produzione, dicono che abbiano prodotto 300 Vintage del loro rosè in 17 anni ! Coltivazione L'Uva viene coltivata con il metodo a " pergola" che utilizza pali di legno o alberi a volte, vicini e posizionati sopra i tralci tra un filare e un altro facendo in mdodo che le viti crescano e formino ina specie di tetto tra , appunto, un filare e un altro che serve non solo per proteggere l'uva dai pericolosi raggi solari ma anche gli stessi coltivatori sia durante la lavorazione della vite che durante la vendemmia. Le viti sono costantemente potate ( caldo e pioggie frequenti) ma il problema principale sono l'eccesso di insetti, molto frequenti e in molti casi anche dannosi per la vite causando infezioni alle piante, radici e alfrutto stesso. La produzione è molto consistente in rosè, prodotto con Alphonse-Lavalleè, prima annata nel 1994. E' un vino semi-dolce, fresco, addatto come aperitivo o abbinato con i piatti Balinesi a base di pesce. Poi abbiamo un vino bianco secco, creato con la Belgia chiamato Aga White, sentori di lime e limone , floreale con un ottima acidità. Poi abbiamo un rosso fatto con Alphonse-Lavallèe chiamato Aga Red, associato al Beaujolais-Nouveau quindi leggero-medio corpo fresco floreale con ciliege e fragole molto presenti. Un vino semi- dolce non può non mancare ( non è l'unico ) ottenuto con Belgia lasciata a maturare a lungo quindi poca acqua e molta concentrazione di zuccheri e sali minerali chiamato Alexandria e ci spostiamo quindi nei vini spumanti: Tunjung, fatto con Probolinggo Biru , metodo champenoise e vino invecchiato a contatto con i lieviti per 1 anno. Citronato, floreale con un leggero tocco di tostatura . Il secondo è chiamato Jeplung, uno spumate rosè prodotto utilizzando il metodo Champenoise e con l'uva Alphonse-Lavallèe con un risultato leggermente dolce. Effettivamente, il più famoso e del quale la mia coppi di clienti me ne parlava con più ammirazione è il Pino de Bali. Questo vino è prodotto prendendo ispirazione dal francese pineau de charentes, un vino fortificato prodotto aggiungendo cognac prima della fine della fermentazione e molto noto nella zona Charente-Meritime e Charente area ( AOC . La produzione consiste nell'utilizzo delle uve Alphonse-Lavallèe e la Belgia usando il metodo solera con 5 anni di maturazione in botte di rovere. Viene descritto come vino da aperitivo ( probabilmente per la sua acidità ancora importante e perchè i consumatori sono più inclini a vini dolci forse ) ma mi piacerebbe fare un salto a Bali, con la scusa di una degustazione magari, e controllare di persona ;) .

Matteo Cecchetto

Matteo è cresciuto in un piccolo ma grazioso paese , nel nord Italia , in Veneto, per la precisione Valdobbiadene , famosa per il vino spumante prosecco di Valdobbiadene . E' assorbito dal mondo del vino da quando è nato , 31 anni fa. Ha lavorato in tutta la catena del wine business : Cantina , fornitore \ importatore , hotellerie business . Ha studiato come tecnico turistico e poi come sommelier professionista . Ora di base negli UAE , prima alle Maldive , passando per la Russia , sta continuando a diffondere la filosofia del " bere bene ". 

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