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Approfondimenti e curiosità sul vino

Per effettuare un trasporto delle nostre bottiglie di vino dal Supermercato o Enoteca verso casa consiglio di dotarsi di un trasportino in plastica rigida con manico per evitare seccanti e dispendiose rotture di vetro.
Una volta a casa la conservazione del vino dipende dalla tipologia e dal tempo di utilizzo del vino stesso.
Il modo di conservare in vino varia a seconda della tipologia e del tempo che intercorre tra l’acquisto e quando prevediamo di berlo.
Ad esempio se abbiamo in programma una cena la sera stessa dell’acquisto ed intendiamo far bere ai nostri ospiti Prosecco, Champagne, Franciacorta o altri spumanti su antipasti o oltre pietanze l’ideale è conservarli in frigorifero ad una temperatura costante di 4° che ci consentirà di versare il vino alla temperatura ideale di 6-8°.

Capita , alcune volte, di trovarci di fronte una bottiglia di spumante che riporta in etichetta la dicitura “Millesimato”.
Cerchiamo di capire che cosa significa.
Il termine Millesimato viene dato agli spumanti, limitiamoci a quelli italiani, prodotti dalla vinificazione delle uve di una singola annata (millèsime = annata).

Tra le informazioni che possiamo reperire in etichetta su un vino biologico in vendita si è aggiunto,dal 2012, questo piccolo logo:

logo eurofoglia biologico

Rappresenta l’Eurofoglia, il logo Europeo che contraddistingue tutti i prodotti biologici, tra cui il vino.
A oltre vent’anni dalla prima regolamentazione dell’agricoltura biologica in Europa, nel 2012, è stato finalmente pubblicato il nuovo regolamento comunitario che permette di inserire,in etichetta, la definizione “Vino Biologico”. Precedentemente, si parlava esclusivamente di vini ottenuti da uve biologiche come a spiegato all’interno dell’articolo (vino biologico facciamo chiarezza). La differenza non è di poco conto, poiché la certificazione di biologico era, in passato, limitata al solo lavoro in vigna, mentre adesso si estende al tutto il processo produttivo che investe anche il lavoro in cantina stabilendo quali additivi e sostanze possono o non possono essere impiegati nella vinificazione biologica.
L’etichetta e la contro etichetta, oltre a riportare le diciture obbligatorie previste dalla normativa vigente devono riportare le seguenti informazioni:

etichetta:

  • vino biologico
  • numero di codice attribuito all’operatore controllato
  • logo comunitario

Una breve, ma importante premessa: Vino biologico non vuol dire “migliore” ne’ con meno solfiti; è semplicemente la definizione legale di un prodotto che rispetta alcune regole ed un determinato processo produttivo.
Fino al 9 febbraio 2012 la normativa europea non prevedeva la definizione di vino biologico, ma era possibile indicare in etichetta “vino con uve biologiche”; in questa cosa paesi come USA, Cile, Australia e Sud Africa hanno preceduto, di molto, la vecchia Europa.
Per i vini vinificati prima di agosto 2012, la normativa autorizza la commercializzazione con la vecchia menzione.
L’agricoltura biologica è un sistema di coltivazione che ha l’obiettivo di produrre senza l’impiego di prodotti realizzati sinteticamente, senza l’ausilio di OGM (Organismi geneticamente Modificati) e servendosi unicamente della fertilità del suolo e prodotti organici.
Quindi fertilizzanti organici, rotazioni colturali e mantenimento della composizione del suolo sono i fulcri di questo tipo di coltivazione.

Nella lotta a parassiti e malattie l’optimum sarebbe utilizzare strumenti “biologici” (come ad esempio l’utilizzo di organismi che “puliscano” dai parassiti) ma sono consentiti prodotti tradizionali.
Il compito di verificare il rispetto delle apposite normative, con le quali non ci va’ di tediarvi, è affidato ad organismi privati.

Vino, solfiti ed indicazione in etichetta

Per proseguire il nostro percorso sulle informazioni presenti sull’etichetta di una bottiglia di vino di un Supermercato occorre fare attenzione a due paroline: CONTIENE SOLFITI.
I Solfiti sono una sostanza sempre presente nel vino, perché sono prodotti in modo naturale dalla fermentazione alcolica attivata dai lieviti. Oltre ad essere prodotti naturalmente sono aggiunti dall’uomo sotto forma di biossido di zolfo, sodio solfito o metabisolfito di potassio per accelerare la fermentazione, proteggere il vino da eventuale crescita batterica e in definitiva come conservante.

Bisogna sempre ricordarsi che il processo naturale della fermentazione alcolica del mosto porta all’aceto.
Solo con l’intervento dell’uomo ci possiamo permettere di bere un vino di 15 o 20 anni. Abbiam già parlato con approfondimento e tabelle comparative, sulla ormai iper discussa dicitura contiene solfiti.

GDO, Privat Label e vino

L’acquisto di vino nella GDO ( Grande Distribuzione Organizzata ) è oramai un aspetto da tenere in considerazione, tanto che il nostro Pasquale Testardi ha deciso di dedicare il primo articolo della sua guida conservazione del vino, proprio agli aspetti derivanti da questa tendenza.

Ma sapete cosa è una Private Label?

Le Private Label o marche private sono le “etichette” appartenenti ai distributori, siamo certi che anche voi avrete acquistato qualcosa a marchio Coop, Auchan o Esselunga!

Novità piuttosto recente in Italia sono cresciute molto negli anni fino a consolidarsi su buoni livelli di vendita grazie al rapporto qualità prezzo spesso ottimo.

All’estero sono molto più forti che in Italia grazie anche ai mercati meno frammentati ed abitudini di consumo meno variegate, ma anche qui, oramai, sono da tenere in considerazione.
Grazie alla crisi ed ad una qualità crescente oggi si parla di veri e propri competitor delle aziende di “marca”.

Spesso dietro le Pivate Label si “nascondono” aziende blasonate e produttrici di beni di qualità che, per tamponare volumi di vendita che tardano ad arrivare, decidono di impiegare la produzione come co-packer dei distributori.

Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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