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Approfondimenti e curiosità sul vino

Recentemente parlavamo con Endris Tosi di quante persone si fingano esperti di vino ma in realtà ne capiscono ben poco. Endris, tra le tante tipologie di persone incontrate nel corso della sua lunga esperienza, ci ha raccontato delle situazioni più improbabili strappandoci una serie di sorrisi (talvolta un po’ amari se si pensa alla disinformazione presente in ambito enologico).

Uno dei casi che mi ha colpito di più è quello relativo al classico “ sa’ di tappo ”  tanto abusato spesso anche quando si è in presenza di un tappo in resina.

A tal proposito mi è venuto in mente quando, scherzosamente, rispondo a chi mi chiede un parere su una pietanza o sulle altre cose (non parlo di vino ovviamente) “sa’ di tappo”.
Dal sorriso è partita però una riflessione: bisogna far chiarezza ed informare sul ruolo del tappo!

Partiamo subito con una distinzione, i tappi possono essere:

  • interni: sughero, sintetici o in vetro
  • esterni: tappi a vite e a corona

 

La rosa è un fiore bellissimo ed elegante; probabilmente il primo pensiero che arriva alla nostra mente quando si tratta di fare un regalo romantico ad una donna o per chiedere il suo perdono. Esistono centocinquanta specie di rose e tantissimi ibridi, con dimensioni che variano dai pochi centimetri fino a diversi metri. I petali vengono usati per estrarne le essenze utilizzate in profumeria, cosmetica, pasticceria e per la produzione di liquori. 

Questo Vitigno sta rubando il posto al Malbec in Argentina, con un costante apprezzamento dai mercati stranieri. Se invecchiato in botte, puo dare dei risultati davvero incredibili, in termini di profumi e struttura.

La Bonarda argentina, la quale si trasforma in Il Bonarda , quando l'uva si tramuta in vino, da quando ho cominciato a lavorare per questa azienda Argentina mi sono sempre chiesto da dove veramente provenisse . 

 

C’è tanta gente al Vinitaly, tanti appassionati, tanti addetti ai lavori e tanti produttori… un clima così mette quasi ansia di non riuscire a vedere tutto, neanche solo passandoci! In questo incredibile scenario fatto di volti noti e meno, si aggira un “personaggio” di Wine at Wine, un curioso, che si chiede “Ma quale sarà il suo vino della propria cantina preferito da ciascun produttore?” Si lo so, è un po’ come chiedere ad un padre o ad una madre quale dei tuoi figli preferisci, ma la curiosità è troppo forte!
Non presentandosi spesso come addetto ai lavori ottiene facce perplesse, risposte balbettate e tanta incertezza!

Il figlio di Grosjean, il più alto e robusto, che gestisce l’azienda che si occupa della frutta, ci dice dopo un lieve tentennamento di preferire il Fumin; io ho degustato un 2011 che a mio avviso è il migliore di quelli che ho provato in quei giorni: affumicato, tannico, con frutti rossi molto pronunciati; ne ha parlato già il nostro Angelo Becchio, ed era piaciuto anche a lui!

Mi ero totalmente scordato di questa notizia, del Cannonau, della vite più vecchia del Mediterraneo. Succede tutto qualche giorno fa, mentre leggo un magazine che parla di vino. Sono quelle notizie che ti riaprono la memoria dei tuoi studi passati, come quando si dialoga di vino con un esperto o si apre un libro o si leggono notizie dai vari siti internet che trattano la questione del Wine Business. Da scavi effettuati molto tempo fa, cominciati nel 2002 per la precisione, come per esempio a Borore nel sito nuragico ‘Duos Nuraghes’, sono stati ritrovati semi di vite risalenti dal 1300 avanti Cristo al 300 dopo Cristo, quindi più di 3000 anni fa!

I semi erano carbonizzati e fossilizzati, ma in un buon stato di conservazione. Sono stati fatti anazlizzare da laboratori enologici e il risultato fu sorprendente: Il vinacciolo apparteneva ad un'uva che a tutti gli effetti era il Cannonau, risalente a MOLTO prima che gli spagnoli, nel 1500 circa, arrivassero sull'isola importando ( come molti ancora credono ) la prima uva da coltivare, che come tutti sanno fu la Garnacha.

Rispondiamo alla famosa domanda: " Un bicchiere di vino rosso al giorno toglie il medico di torno? " 

Una trasmissione del 1991 della CBS analizzò la correlazione tra mortalità e malattie cardiovascolari ed il consumo di grassi saturi; il tasso era elevato in tutti i paesi la cui alimentazione portava ad abusarne a parte la regione di Tolosa; tale questione è nota come “Il Paradosso Francese”.
Fu così che, analizzando le abitudini della popolazione, si trovò una spiegazione nel moderato ma regolare e quotidiano consumo di vino rosso.
A seguito di questa indagine si cominciarono ad analizzare i componenti del vino in modo da provare ad isolarne gli effetti preventivi sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Si giunse alla conclusione che il resveratrolo (fitoalessina con attività antimircobica), contenuto nelle bucce dell’uva, fosse l’elisir contro i “problemi di cuore”.

Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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