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Approfondimenti e curiosità sul vino

Finalmente l'estate, una delle stagioni più attese in assoluto, si allungano le giornate così come il tempo libero e rilassarsi con un bel aperitivo lungomare diventa essenziale.

Oltre che nel vestirsi, ci si "alleggerisce" anche nel mangiare , prediligendo pietanze a base di pesce (spesso crudo), crostacei, ortaggi e verdure, per via del caldo . Le alte temperature oltre che influenzare la scelta del cibo, condizionano anche la scelta del cosa bere e cosa abbinare a questi piatti estivi e colorati.
I vini bianchi in questo periodo dell'anno la fanno da padrone, per la "leggerezza" con cui affrontano il palato anche se non si accompagnano a cibi.
Giovani, freschi, aromatici o secchi, dal colore paglierino con riflessi verdolini, al dorato, sono vini di pronta beva legati al territorio di provenienza.

C'è chi non lo considera vino poiché deriva dall'incrocio tra Vitis Riparia e Vitis Lambrusca e non Vinifera, e c'è chi lo ricorda con piacere come il vino di famiglia.

Dal color viola impenetrabile e dal profumo fruttato intenso, il vino Clinton non è di certo un blasone, ma comunque in grado di far riscattare le sue caratteristiche anche in distillati di qualità .
Il suo territorio di elezione è quello Veneto, ( dialettalmente chiamato grintón ) , anche se le sue origini sono oltreoceano.

Presumibilmente per frenare lo storico calo dei consumi, nell’ultimo anno lo spazio dedicato ai vini aumenta e l’assortimento si fa più profondo.

Il calo degli acquisti di vino confezionato nella GDO è stato interrotto solo lo scorso anno con una leggera crescita a volume (+0,6%) fatta di una sostanziale ripresa della classica bottiglia da 0,75 litri (+2,5%). A farla da padrone tra queste ultime sono i vini rossi ed in particolare il Lambrusco (primo a volume e secondo a valore) ed il Chianti (primo a valore e secondo a volume); ben posizionati anche Barbera, Bonarda, Moltepulciano, Nero d'Avola e Sangiovese, con picchi d'acquisto ovviamente influenzati dalla territorialità che non sembra però scalfire la preferenza per i vini rossi.

Oramai supermercati ed ipermercati hanno creato delle aree quasi a parte che somigliano a vere e proprie enoteche in grado di soddisfare le esigenze dei consumatori. E non solo i soli, vista l'ingresso prepotente di Amazon e la sua ampia carta dei vini; oltre che l'aggressivo, sia in termini di pricing che di marketing, Lidl che con pubblicità, particolari schede di degustazione, vini francesi e punteggi attribuiti dai massimi esperti.

 

Che ci piaccia o no ogni anno nasce una nuova tendenza e l'attenzione si sposta da un punto ad un altro della filiera. Il mondo è dinamico, lo è sempre stato, e di questi tempi continua ad esserlo ma ad una velocità almeno decuplicata.

Cambia la società così come cambiano le nostre priorità: ricerca di sapori diversi, praticità, ecosostenibilità, attenzione diversa alla salute, ritorno (paradossale) alla ricerca di sapori e metodi che prima dell'evoluzione erano rinvenibili ovunque ed a buon mercato, globalizzazione, nuove patologie e difesa da esse. Questi sono solo alcuni degli aspetti che sembrano essere finiti sotto la lente d'ingrandimento di noi esseri umani, ma come verranno recepiti quest'anno dal panorama del Food?

Wine at Wine ha analizzato le opinioni di un team di esperti di Whole Foods, costituito da top Manager e buyer ed ha schematizzato per voi le tendenze in modo da tentare di capirci qualcosa, impiegando giusto pochi istanti, e fare auto-analisi.

In questo sito si parla solo di uva! Prevalentemente di vini e vitignivini e vitigni, ma oggi vogliamo informarvi su un qualcosa di meno conosciuto: l’olio di semi d’uva meglio conosciuto come olio di vinaccioli.

In un momento storico durante il quale si parla molto di olio di palma e di olio d’oliva con lo scandalo xylella prima e con la manovra Europea che penalizza il made in Italy agevolando un paese extraeuropeo; si sente spesso di oli diversi con effetti benefici di vario tipo. 

“Il vino è l’interpretazione umana dell’uva.”

Come in un incontro tra amici, è l’ora dei saluti; ieri l’Italia ha salutato per l’ultima volta Giacomo Tachis, artefice del “Rinascimento” enologico made in Italy; ma a piangerlo non sarà solo il mondo del vino, ma un paese intero che deve tanto a chi ha contribuito alla rivalutazione di uno dei prodotti italiani per eccellenza.

"Per farsi un amico basta un bicchiere di vino, per conservarlo, non basta una botte."

Nacque in Piemonte, a Poirino, piccolo paese della provincia di Torino, nel 1933, da padre operaio e madre casalinga: genitori semplici che diedero la vita a lui ed al fratello Antonio Mario che si laureò prima in chimica e poi in fisica nucleare diventando uno scienziato di fama mondiale.

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Il vino prepara i cuori

e li rende più pronti alla passione. 

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